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Viaggiare per inseguire un sogno

Interviste & Opinioni

Intervista a Jonathan Tabacchiera, coreografo, ballerino, artist producer dello spettacolo “Per terre assai lontane”

Jonathan Tabacchiera 32 anni, artista pescarese, poliedrico, ricco di idee creative e voglia di mettersi in gioco senza limiti ed etichette. Attualmente è impegnato come ballerino nello spettacolo teatrale “Per terre assai lontane” con il quale raggiungerà presto l’America.

Per terre assai lontane è un’opera teatrale emozionante che trasuda emozioni ed esperienze significative di vita. Protagonisti sono “gli italiani nel mondo”. In questa opera ogni italiano può identificarsi pienamente perché parla della realizzazione dei propri sogni. Pur di concretizzarli i protagonisti dell’opera lasciano la madrepatria. Il fulcro centrale delle loro storie è il viaggio verso ciò che desiderano e che non possono fare a meno di inseguire.

Prima di intraprendere la tounée americana Jonathan ci racconta in questa intervista esclusiva del suo “viaggio” per realizzare i suoi sogni artistici, l’esperienza della laurea ad honorem e la sua professionalità come insegnante di make up artist presso l’Accademia di Make up Sem di Pescara.

Com’è nata questa passione per il Teatro Danza?

E’ nata da piccolo. Ho sempre frequentato scuole di danza classica. Appena ho terminato l’Istituto d’Arte ho partecipato a dei provini presso l’Accademia di Danza Classica di Roma. Vengo da un percorso accademico di danza classica ma non mi bastava. Guardare e riprodurre ciò che faceva l’insegnante mi limitava. Essendo uno spirito libero, tendo a sperimentare, ad allontanarmi dagli schemi rigidi. Dopo aver lasciato la danza mi sono iscritto all’Accademia di Estetica a Pescara e sono diventato uno dei pochi estetisti maschi qui in Abruzzo. Ho abbandonato la danza per quattro anni e successivamente sentendo la mancanza del palco ho fatto un provino per l’Accademia di Arte Drammatica di Milano “Paolo Grossi”. Mi sono licenziato dal centro estetico nel quale lavoravo per inseguire il mio sogno a Milano e intraprendere una difficile carriera a contatto con coreografi importanti.

 Da dove derivano le tue influenze artistiche?

Ogni coreografo col quale ho lavorato mi ha trasmesso e insegnato qualcosa di prezioso che io ho fatto mio. Ciò che mi interessa di più è danzare con l’anima, esprimere delle emozioni. Mi piace mettere in scena ciò che ricerco. Prima di danzare lavoro con le mie emozioni. A Milano ho partecipato a tanti stage e laboratori che mi hanno permesso di conoscere meglio me stesso sia come persona che come artista.

 Le caratteristiche di un bravo coreografo…

Un bravo coreografo deve saper ascoltare chi ha di fronte perché ognuno è diverso e non puoi attribuire delle etichette. Bisogna avere molta umanità che spesso e volentieri manca in questo settore. Molti ballerini vengono trattati male. Lo dico per esperienza. Occorre essere elastici e flessibili perché lavorare con l’ansia provoca solo traumi che da piccoli diventano grandi traumi che si ripercuotono sulle articolazioni, la postura e ti bloccano. Non ti consentono di esprimerti al meglio.

Perché il lettore de IlCorriereNazionale.net dovrebbe vedere lo spettacolo “Per terre assai lontane”?

Lo spettacolo rappresenta noi italiani. Ha per protagonisti degli italiani che nella fine dell’800 lasciano la loro madre patria per emigrare all’estero principalmente per trovare fortuna. In quel periodo l’Italia era devastata da una grave crisi economica. Molti emigrati nemmeno arrivavano a destinazione. L’America era la destinazione privilegiata. ”Per terre assai lontane”’ è uno spettacolo emozionante che si divide in tre atti. Essi corrispondono a tre protagonisti principali: Pascal D’Angelo, un bracciante che in America riesce a realizzarsi artisticamente, Edoardo Migliaccio, il personaggio di Farfagliello, emigrato che ha creato un mix di recitazione tra italiano e napoletano diffondendo canti napoletani dell’epoca all’estero; Rodolfo Valentino, di origine pugliese che è diventato una vera e propria star del cinema muto e grande ballerino di tango.

La tematica di fondo è il viaggio che conduce alla realizzazione di sé e dei propri sogni. Per te cosa rappresenta “viaggiare”?

Viaggiare è una fonte di ispirazione e confronto. Quando viaggio, soprattutto di notte, mi piace curiosare nei luoghi che al mattino sono frenetici. Li riscopro sotto una nuova luce. Non posso fare a meno di viaggiare. Non riesco a chiudermi e fossilizzarmi in un luogo. Ho bisogno di curiosare e sperimentare.

Se tu non fossi un artista che mestiere faresti?

Non riesco a vedermi diverso da quello che sono

Sei un insegnate di make up artist…se tu fossi un colore quale saresti?

L’azzurro. Mi fa pensare ad un gabbiano libero. Un gabbiano dalle maestose ali mi rappresenta bene.

Ti senti più a tuo agio nel “dietro le quinte” o sul palco?

Amo sia creare coreografie che fare il performer sul palco.

Il trucco è un modo per camuffare la propria identità o il mezzo per valorizzarla?

Il make up per me è il modo per valorizzare una persona. Prima di truccare una persona cerco di raccogliere il più possibile informazioni su di lei ascoltandola. Mi informo sulla sua vita, sulle sue abitudini, sul suo look.  Non lascio nulla per scontato. Colgo ogni singolo dettaglio.

Quanto ti ha cambiato la laurea “ad honorem”?

E’ arrivata dopo aver vinto diversi concorsi e dopo aver creato un mio canale YouTube coi miei lavori. Mi hanno scelto in base al mio lavoro di ricerca, le mie esperienze pregresse di teatro e danza. Questa laurea in scienze dello spettacolo è arrivata dalla Ruggero II dalla Florida. E’ stato un evento importante presso l’aeronautica militare di Roma. La cerimonia è stata presenziata da attori e personaggi illustri ai quali sono stati conferiti riconoscimenti.

Quali consigli daresti ad un giovane ballerino che vuole intraprendere la tua stessa carriera?

Tanto studio. Oggi si vuole arrivare alla meta senza studiare, senza sacrifici, rinunce. Si vuole tutto e subito invece bisogna ricercare, provare, sperimentare. Bisogna fare sacrifici e lavorare sodo.

Essendo un insegnante di trucco presso la nota accademia Sem di Pescara cosa significa per te insegnare?

Donare tutto ciò che mi è stato trasmesso. Tramettere il mio sapere.

Progetti futuri..

Portare in scena lo spettacolo “Per terre assai lontane” in tutta Italia e anche all’estero. Non smettere mai di creare e mettermi in gioco.

Mariangela Cutrone


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