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Papa Francesco, in alcuni casi l’aborto è una sorta di legittima difesa

Interviste & Opinioni

“La cosa che mi stupisce alle volte è la sproporzione tra la preoccupazione di tante persone per la sorte dell’embrione, e la loro preoccupazione per la sorte dei bambini una volta nati, per i bambini che muoiono per malattia, per fame, per i bambini abbandonati, sfruttati, schiavizzati. Sembra che l’importante sia che nascano, poi Dio ci pensa… Non c’è proporzione tra il fiume di parole sull’aborto soprattutto da parte egli uomini della Chiesa, e le parole a favore dei bambini una volta nati. Lo stesso discorso si può fare riguardo al fiume di parole sul divorzio da parte degli uomini della Chiesa. Si pensi se avessero fatto altrettanti discorsi a favore delle donne maltrattate e spesso uccise dagli uomini.

Io credo che non abbiamo il diritto di togliere la vita a nessun essere vivente, uomo o animale, forse non abbiamo il diritto neppure di abbattere un albero. Le cose cambiano, però, qualora ci si venga a trovare davanti alla scelta obbligata del male minore. Ci sentiamo in diritto, ad esempio, di uccidere una persona, nel caso della legittima difesa. Ma in alcuni casi l’aborto non è una sorta di legittima difesa? Il concepimento di norma è una grazia, ma può anche essere una disgrazia che sconvolge la vita di una donna, alle volte di una bambina. Si pensi al concepimento a seguito di violenza carnale. Il concepito di norma è un dono, ma può essere una mazzata, di norma è il benvenuto, ma può anche essere un intruso assolutamente non desiderato. Bisogna sempre ricordare quando si parla di aborto, che la persona che vi ricorre non vuole uccidere (verbo improprio) l’embrione, ma liberarsi al più presto di qualcosa che le sconvolge la vita. Riguardo ad embrioni portatori di gravissime malformazioni che li condannerebbero ad una morte prematura e ad inutili sofferenze, l’aborto diventa legittima difesa a suo favore. In questo caso si ricorre all’aborto anche per amore.

Renato Pierri


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