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Giancaspro al veleno: non si arrende e ne ha per tutti

Sport

Si pensava che fosse finita? Niente di tutto questo. Mino Giancaspro con un ultimo colpo di coda colpito, forse, nell’orgoglio, ha presentato ricorso alla FIGC e alla Lega per chiedere la riapertura dei termini. Stando a quanto riporta la Gazzetta del Mezzogiorno di stamane, secondo il suo pensiero, la FC Bari 1908, data tutti per fallita, dovrebbe stazionare ancora in serie B. E non si stratta di fake news. In nove pagine, Giancaspro, non si è risparmiato verso nessuno.

Primo dito puntato vero il Sindaco Decaro che ha accusato di aver assunto una posizione “grave” nel compito di salvataggio del club. Poi si è indirizzato verso la stampa che, secondo il Presidente, avrebbe creato un clima di sfiducia attorno alla società, e infine alcuni sassolini se li è levati mirandoli verso il CdA che ha respinto l’ipotesi di ricapitalizzazione cedendo i crediti tra le società del gruppo senza il versamento di contanti.

Scorrendo le pagine si evidenziano occasioni sprecate, si parla di un finanziatore fattosi avanti per coprire i famosi tre milioni, salvo poi cambiare idea mentre Decaro stava annunciando il probabile ingresso dei Radrizzani e Napoli. Il finanziatore in questione pare si chiami Edoardo Morandi, rappresentante del al “Ivag Internationale-Vermogensverwaltung Ag” con sede in Svizzera e collegata a “Life Group Holdings LTD of London”, una società che controlla il London Football Excahnge, ovvero una sorta di borsa del calcio in stile Bitcoin.

Per Giancaspro ci sarebbero stati degli effetti devastanti nella presa di posizione del CdA nel frangente della proposta di ricapitalizzazione coi crediti, sia per approntare nuove risorse in poco tempo, sia perché la scelta avrebbe contribuito a generare una criticità mediatica tale da sfiduciare ogni investitore, generando una immagine negativa alle dinamiche di ripianamento. “Al punto che il socio su menzionato si sarebbe trovato nell’impossibilità di dare seguito alla sua proposta a causa delle interferenze e turbative da parte di soggetti terzi alcuni dei quali – riporta il comunicato – pronti a rilevare le quote”. A ciò si vadano ad aggiungere le ipotesi del fallimento e le notizie delle sue dimissioni dal CdA. Insomma, un mix di situazioni diventate critiche per colpe terze tali da far diventare inevitabile la revoca del versamento dei tre milioni.

Un attacco mediatico in grande stile quello subito da Giancaspro che ha fatto fuggire l’investitore, tutte situazioni che devono essere tenute in considerazione “ai fini di una esclusione di responsabilità in capo alla società”.

Ché si dia, dunque, alla società – replica Giancaspro nel comunicato – la possibilità di riaprire i termini per l’iscrizione alla serie B anche perché ci sarebbe un milione, o giù di lì, come somma crediti derivante dalle operazioni di mercato di giugno. Giancapsro, inoltre, ha fatto richiesta a chè i giocatori restino ancora vincolati al club.

L’avvocato Grassani, intanto, ha già redatto il ricorso per l’ammissione in B apportando capitali freschi così da evitare che una società dal blasone importante come quello del Bari possa dissolversi.


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