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La recessione

Economia e Finanza

La recessione è stata rallentata. Giusto è essere contro gli sprechi, ma in modo equanime. Là dove sono ancora presenti, bisogna tagliare, ma se non ci sono, ogni taglio è traumatico e controproducente. Per il passato, in pratica sino allo scorso anno, i “freni” erano, in parte, garantiti dagli scontri tra i partiti e delle forze sociali Ora, tutto si è adeguato a una realtà che non ha tenuto conto delle tangibili problematiche dell’economia italiana.

 Dai tagli programmati, si è passati ai tagli generalizzati. Ma la strada è rimasta in salita; anche perché ci si e resi conto che gli “spreconi”sono proprio gli enti pubblici, piccoli o grandi, della Repubblica. Insomma, fare della filosofia sugli sprechi, che indubbiamente ci sono, può anche essere possibile. Tutt’altra cosa è il riuscire a eliminarli.

 Ciò proprio per le differenti realtà economiche delle varie regioni d’Italia che, senza tirare in ballo lo spirito federalista, non consente comparazioni e giuste valutazioni su quello che serve e su quello che si butta. Questo Esecutivo avrà da affrontare più problemi. Anche in periodo feriale, l’economia resta la prima donna dei bilanci familiari. Chi ha ancora qualcosa evita di spendere per il timore di non poter far fronte all’immediato futuro. Così, la macchina economica resta inceppata proprio per il calo di liquidità. Gli scioperi si sono succeduti e molti altri ci saranno con l’inizio dell’autunno. I tempi non sono cambiati. Necessariamente, data l’aria che tira, si andranno a colpire le realtà più importanti. Almeno secondo noi. Cioè lavoro, pensioni, istruzione e sanità . Anche se il peggio sembra passato, qualcuno, però, dovrà assumersi la responsabilità, anche politica, per non vanificare le privazioni che ci lasceremo alle spalle. Insomma, più che una Pax Politica, il Paese avrebbe bisogno di una Pax Economica. Come a scrivere che oltre ai “tagli” si dovranno trovare nuove opzioni per evitare la possibilità, meno remota di quanto possa apparire, di una ripresa della recessione. Il Paese ha bisogno di poche ma sicure, certezze. La recessione c’è; tanto che il PIL, per il prossimo anno potrebbe rimanere al +1,6%. I prossimi mesi saranno indicativi per il futuro economico e politico d’Italia e sulla validità dell’alleanza 5S/Lega.

Giorgio Brignola


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