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Funghi, a Villa d’Ogna anche “l’accendino della preistoria”

Ambiente & Territorio

di Nicola Andreoletti

A Villa d’Ogna è in corso la 42esima “Mostra del fungo e della natura”. Un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di micologia, ma anche per semplici curiosi. L’esposizione coniuga infatti il carattere scientifico ad un taglio divulgativo, con interessanti contaminazioni nel campo dell’arte e dell’artigianato.

La mostra – organizzata dal gruppo di Villa d’Ogna dell’associazione micologica “Bresadola” – è anzitutto una finestra sul mondo dei funghi in Val Seriana e nei territori vicini. Punto d’osservazione privilegiato, consente di seguire l’andamento della stagione. Finora sono più di 400 le specie esposte. Tra queste ci sono alcune particolarità.

«Ad esempio, l’Amanita cesarea, un esemplare pregiato che poche volte abbiamo avuto il piacere di esporre alla nostra mostra – spiega Pierino Bigoni, del gruppo micologico “Bresadola” -. Un altro fungo particolare è il Phaelus schweinizii, parassita del larice. Abbiamo anche un Ganoderma lipsiense, esemplare pericolosissimo per le piante che, una volta intaccate, sono destinate a morire. Il fungo in mostra era in un parco di Fiorano, alla base di un bellissimo faggio che è stato tagliato perché ormai non c’era più nulla da fare».

A Villa d’Ogna è esposto anche un grosso esemplare di quello che potremmo chiamare l’accendino della preistoria. «È il Fomes fomentarius, detto anche “fungo dell’esca” – prosegue Pierino Bigoni -. Ne aveva alcuni pezzi nella sacca pure il famoso Uomo di Similaun, la mummia ritrovata in un ghiacciaio sulle Alpi Venoste. Ridotto in polvere, serviva per accendere il fuoco. Anche questo è un fungo parassita che troviamo sulle piante, in particolare sulle latifoglie».

Naturalmente, al palazzetto dello sport “Fausto Radici”, sono esposti funghi da mangiare, tipici delle nostre vallate. Pierino Bigoni ricorda che «nei comuni di Oltressenda Alta, Ardesio, Gandellino e Gromo la raccolta è possibile solo col tesserino. Sono 30 euro per il permesso annuale, 20 euro per quello settimanale e 5 per il giornaliero. Negli altri paesi della Comunità montana, invece, vige il regolamento regionale, dunque la raccolta è libera e gratuita con il limite dei tre chili a testa. Il consiglio è di usare un cestino aerato per evitare di rovinare i funghi». Infine, l’invito a farli sempre controllare: «Ci sono i centri micologici dell’Ats per la commestibilità oppure venite alla nostra mostra, dove siamo a disposizione per la determinazione», sottolinea ancora Bigoni.

In mostra, oltre ai funghi, c’è poi molto altro: creazioni artistiche, fotografie, disegni, baite in miniatura, una collezione di piante grasse, sculture, francobolli a tema flora e fauna, attrezzi e oggetti di una volta, campanelli. L’appuntamento è fino a domenica 19 agosto, ogni giorno dalle 14,30 alle 19; festivi e prefestivi dalle 10 alle 12 e dalle 14,30 alle 19.


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