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Bari – Coraggio Principessa Messamale, tornerai più bella di sempre

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Che sensazione di leggera follia. Si, innocenti evasioni come quelle di Battisti, evasioni che stanno prendendo la nostra anima e la stanno gettando fuori, dalla finestra di un maniero nel quale dimora la nostra Principessa Messamale. una Madame Bovary in età avanzata che, nonostante l’umiliazione ed i terribili colpi al volto subiti da qualche sconsiderato, non vuol saperne di invecchiare.

Ci hanno colpito al cuore, lì dove le arpe eoliche han strimpellato le corde dell’amore verso la squadra nostra per decenni e che dal 26 prossimo, giorno tanto umiliante quanto inevitabile, inizierà un’avventura impegnativa – come tutte, del resto, quelle che ha iniziato dal 1908 – ma questa avrà un sapore diverso, un sapore di rabbia e di rassegnazione. Ma lei, la nostra Bari, immortale, la sua straordinaria chioma, sarà sempre lì a brillare per noi comuni mortali, tifosi, giornalisti e addetti ai lavori, tutti, in qualche modo innamorati di quei sacri colori che qualcuno ha colpevolmente cancellato e che dovrà fare i conti con la propria coscienza ancorché con il buon Dio.

Non c’è niente di più rivoluzionario dell’amore. L’amore è una sfida difficile che va giocata a carte scoperte. Anche nel calcio. Soprattutto quando a strimpellare le corde delle intermittenze del cuore è la propria squadra. Non sono ammessi sotterfugi, imbrogli. Anche se qualcuno ha giocato barando colpendo direttamente al cuore dei tifosi. Ma il cuore è solo ferito, batte ancora.

Ciò che sembra sopravvivere di sincero in questa Italia di odio razziale, di ansie giustizialiste, di bagarre politica, è proprio l’amore. Anche qui, a Bari, ciò che sopravvive, alla fine, è l’amore. L’amore per la propria città, quello fisico, quello per il proprio partner, quello per la propria sacra squadra del cuore come la Principessa Messamale Madame Bovary che non si stanca né si rassegna alla vecchiaia guardandosi allo specchio tanto è ancora affascinante, quello per la propria storia e i suoi millenari risvolti, l’amore è l’unico esorcismo, l’unico ritardo che il popolo, tifosi e non, ha nei confronti di tutto ciò che va male o che non rende come dovrebbe.

Dell’amore, il corpo, l’anima e gli umori son parti essenziali e quindi vanno nominati, van descritti spudoratamente perché il pudore è il luogo comune dei mille petrarchisti italiani. Solo chi nomina il corpo, l’anima, il cuore e gli umori possono avere una infinita tenerezza per una persona, per qualcosa o per qualcuno. O per la propria squadra di calcio e la sua straordinaria, malinconica e nostalgica storia biancorossa ultracentenaria, calpestata, umiliata, violentata senza pudore da dieci anni a questa parte con un ignobile finale, e che come in un ponte che né inizia, né finisce, tende ad unire passato, presente e futuro. Una squadra che, comunque, vive e lotta insieme a noi anche se deturpata nel volto a causa di una scellerata convivenza.

Non ci tapperanno il naso, non ci ciecheranno gli occhi, non ci chiuderanno le orecchie, noi saremo sempre qui, sotto le grate della finestra del maniero ad attendere che, prima o poi, esca da sola e mostri la sua intatta ed illibata bellezza. Nel frattempo continueremo ad inebriarci dei profumi che da sempre ha emanato la nostra Principessa Messamale, insieme ai profumi dello iodio misto a quello di piscio e cemento che emanava il sacro Della Vittoria, e poi quello bucolico intriso di ulivi e di humus del San Nicola nonostante ormai ridotto a quasi un pezzo di archeologia architettonica.

Una straordinaria Principessa rinchiusa nelle fortezze di precedenti feudatari per troppa bellezza e mai fatta uscire fuori per mostrare le proprie grazie, la chioma e il bellissimo viso che solo in pochissimi hanno avuto il privilegio di vedere dal momento che non è stata mai data la possibilità di farla vedere ai tifosi di centenaria memoria, una donna con la pelle inrughitasi nel frattempo ma pur sempre affascinante. Essa ha provato, talvolta, a mettere il viso fuori dalle segrete del maniero ma gli autoritari mariti l’han sempre tirata via a causa della sua straordinaria bellezza che avrebbe potuto intralciare i diabolici piani di chi la deteneva richiusa.

E pazienza che il 26, nel derby arcivescovile per antonomasia, si dovrà incontrare la squadra della città dell’olio lungo le sponde del fiume Tiflis e quelle del torrente Lamasinata, il suo naturale prolungamento che, dandosi la mano, vanno a sfociare insieme nell’Adriatico, ma il percorso tortuoso del cuore e dell’anima non potranno ammazzarli nessuno, che se lo ficchino in testa quanti ci hanno colpito al cuore: possono distruggere tutto ma l’umiltà, la fede, la storia, il cuore e l’anima no. Nessuno potrà mai scalfirli. E non fa nulla che ripartirà da umilianti categorie dove si incontreranno le squadre di ridenti e simpatiche cittadine, lo spirito aristocratico sarà sempre lo stesso. Per tutti gli addetti ai lavori. Avversarie avvisate. E non solo le avversarie.

Tocca a lei, Presidente De Laurentiis, liberarla definitivamente dalle celle del maniero, mostrare al Paese e, si spera un giorno, oltre confine, quanto sia bella questa Principessa Messamale biancorossa.

Noi, addetti ai lavori, giornalisti, tifosi e città intera che per colpa d’altri abbiamo perduto in prestigio, sapremo attendere. E risorgere con lei.


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