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Sciopero generale ad oltranza

Economia e Finanza

La vox populi non sbaglia mai!!

I fatti: 1300 miliardi parcheggiati nei conti bancari -praticamente infruttiferi- in attesa di tempi migliori, mercato immobiliare sostanzialmente fermo, occupazione che si muove impercettibilmente, milioni di italiani che votano per un comico che non si è neanche presentato alle elezioni,… si tratta di segnali gravissimi di un senso di disagio diffuso, una vera e propria depressione collettiva. Mentre nel ’29 la Grande Depressione si evidenziò negli USA con fuga dalle banche, chiusura di imprese a go go, disoccupazione alle stelle, oggi si sono messi in atto i provvedimenti necessari ad evitare il panico generale e quegli effetti visibili, ma la depressione c’è ugualmente ed è nella generale sfiducia degli italiani in se stessi, nell’Italia, nell’Europa, nell’euro, nel futuro. Una depressione che ha colpito la psicologia collettiva. Manca un senso alle cose e alle azioni. Lavorare non ha senso se devi dedicare la massima parte del tempo a dirimere le questioni con il grande nemico di tutti incarnato nello Stato sotto l’aspetto di fisco, burocrazia, previdenza, vigili urbani,.. se acquisti un’auto costosa ti fermano e ti fanno un accertamento fiscale, se comperi dei titoli non puoi portarteli a casa ma rimangono nelle mani di chi te li ha venduti, non puoi usare i tuoi soldi per una qualunque cosa ma solo denaro virtuale,…quindi, increduli, ci si ferma e si attende che accada qualcosa; che qualcuno ci rappresenti.

È evidente che questo stallo è l’anticamera di un lunghissimo periodo di neofeudalesimo dispotico che si è preparato a beneficio dei capi e capetti che sono solidamente insediati nei gangli del potere. Ed è evidente che questo neofeudalesimo si fonda come l’altro che è finito con la rivoluzione francese, sulla compressione della libertà individuale, della libertà di lavorare, nella sacralità della proprietà privata a favore del dispotismo dei potenti istituzionalizzati. Nel feudalesimo classico l’Impero stabiliva dispoticamente chi dovesse essere il signore di una certa area; oggi lo stabilisce, sempre dispoticamente, la burocrazia pubblica che assegna ad un ente pubblico (e quindi al potente che ne occupa la poltrona principale) le facoltà che gli permettono di esercitare un potere nell’ambito di uno spazio preciso, un feudo!! La gente comune si sente accerchiata e quindi attende che si ricreino le condizioni di rispetto della propria libertà per riprendere ad intraprendere.

Non sarà una scossa (qualunque cosa si intenda per scossa) a rianimare un corpo depresso; non è accettabile dire o far credere che va tutto bene salvo un qualche piccolo elettroshock per mettere le cose a posto; serve un ferreo rispetto della dignità ed autonomia del cittadino e poi, se esisterà una ragione ideale e pratica, ci si attiverà. Le burocrazie devono ritrarre la propria invasività per permettere alla gente comune di sviluppare i propri talenti e le proprie ambizioni a beneficio di tutti. Credere di lasciare tutto com’è e di sostenere l’apparato pubblico con l’appoggio delle grandi imprese è pura follia. Per esempio: appena finirà il piano di acquisti di titoli pubblici da parte della BCE chi li comprerà se i risparmiatori continuano a preferire il parcheggio dei propri soldi in depositi bancari infruttiferi? Le banche che sono già piene di titoli? E chi pagherà gli interessi? O si passerà ad un prestito forzoso? Certo, si potrà posticipare il crollo finale con l’aiuto di fondi sovrani, o stati amici, ma anche loro vorranno la restituzione e il pagamento degli interessi…. Tutte cose che il risparmiatore capisce perfettamente anche se non traduce in parole chiare… e quindi si tiene alla larga dal fare qualunque cosa una specie di sciopero generale ad oltranza decretato dalla vox populi.

Si dovrà ancora peggiorare molto per, forse, trovare poi una via di uscita! La vox populi non sbaglia mai.

 Canio Trione


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