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’Abbraccio di Foglianise al cuore ferito della Liguria

Liguria

La pioggia non ferma l’oro di San Rocco, incredibilmente gemellato quest’anno con la Liguria. Sospesa nel tempo tra antiche tradizioni e radicate credenze, la festa del grano di Foglianise (BN) incuriosisce e meraviglia ogni anno sempre di più, richiamando turisti da ogni dove e riunendo, in un piccolissimo e affascinate paese del beneventano, generazioni di conterranei che a questa incantata terra devono i natali. Magico è che riechi in tutto il mondo l’originalità di questa caratteristica manifestazione che dal 2008 ha anche acquisito, con atto deliberativo, lo status di grande evento di carattere nazionale e internazionale. La festa del grano del 16 Agosto a Foglianise prende il via all’alba, alle cinque del mattino, con una mesta e sentita celebrazione della Santa Messa nella Cappella di San Rocco, una piccola chiesetta in marmo rosa sul finire del centro abitato del borgo sannita, che assiepa i suoi fedeli sin fuori il sacro ingresso, a cielo aperto. Un tappeto di anime che inizia la preghiera sotto le stelle, al fresco del primo mattino, per terminarla con il raggio di un sole albeggiante che annuncia il giorno del santo patrono. Alle spalle un’alba arancione, di fronte l’effige di San Rocco di Montpellier pronto per scendere in processione, tutt’intorno la bellezza di un posto che nasconde tesori e storia tra i vicoli che odorano di passato, sacrifici e verità. La festa del grano a Foglianise nasce verosimilmente dall’usanza di implorare Dio il lunedì in Albis, per la futura fertilità del grano ed il 16 agosto si ringraziava S. Rocco per il raccolto con offerte di grano. L’evento vede la sua massima espressione con la Processione, quando giovani e anziani del luogo sfilano per le strade della cittadina in costume tipico insieme a un corteo di carri che trasportano vere e proprie opere d’arte interamente realizzate a mano con spighe, chicchi e steli di grano. “Pacchiane”, le chiamano così le giovani fanciulle agghindate in abiti d’epoca, realizzati con cenci impreziositi di merletti e nastri. Un anno ho vestito anch’io i panni della pacchiana, per provare a sentire come si vive dal di dentro una processione che seguo da sempre, perché emblema della terra di mia madre Paola e di mio nonno Argenio. È fede e magia, devozione e sacrificio insieme.

Anche per l’edizione 2018, con ben trentatré carri dorati all’attivo della sfilata, la Festa del Grano continua il suo cammino con la presentazione di monumenti legati alle Regioni d’Italia, rimanendo ancora una volta luogo immateriale di grande cultura. Quest’anno al centro della kermesse una terra straordinariamente bella e forte, dignitosa e solidale: la Liguria. Incredibile vedere sfilare un carro raffigurante il ponte che ha spezzato in due la città di Genova. Carri maestosi, che strusciano spighe tra le mura dei vicoli, intrecci di chicchi e steli che brillano al sole, dopo l’affloscio di una pioggia che ha segnato ma non fermato la sfilata foglianisana che inneggia al grano, simbolo di attesa e speranza. Il “carro”, infatti, è il protagonista primo della Festa del Grano in onore di S. Rocco. Un pregevole lavoro in paglia, frutto di minuziose e lunghe giornate di lavoro. Nelle contrade Prato, Barassano, Leschito, Palazzo, Frasci, Utile, Iannilli e Cienzi, vengono preparati autentici capolavori raffiguranti soggetti diversi. Gli “artisti della paglia”, i veri artefici della festa, tramandano, con grande passione, i segreti e l’arte dell’intreccio. Foglianise, antica cittadina incastonata nel tempo, quest’anno chiama Genova. E lo fa inconsapevolmente, lo fa da qui, uno dei paesi più provati dalla carestia del secondo dopoguerra prima e dal sisma degli anni ottanta dopo, per ricordare che l’uomo può, l’uomo deve, l’uomo ha il dovere civico e morale di non fermarsi neanche di fronte ad immani tragedie che, al di là di terrene responsabilità, porta con sé rabbia e coraggio, insieme al valore dell’unione, dell’impegno, del bene vita innanzi a tutto.

 

 

 

 

 

 

Evelyn Zappimbulso


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