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Governo contro Autostrade

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(foto Palazzo Chigi) 

Mentre si continua a scavare sotto le macerie del ponte Morandi, il governo annuncia il via alla revoca delle concessioni ad Autostrade senza attendere l’esito dell’inchiesta sulla tragedia. Ieri, parlando durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri, organizzato presso la sede della prefettura, il premier Giuseppe Conte ha confermato il via libera alla procedura. “Non possiamo attendere i tempi della giustizia penale – ha detto il presidente del Consiglio -. Abbiamo l’obbligo di far viaggiare tutti i cittadini in sicurezza e disporremo la revoca della concessione ad Autostrade, a cui incombeva l’onere, l’obbligo e il vincolo di curare le manutenzioni di questo viadotto e assicurare agli utenti di poter viaggiare in sicurezza”.

In mattinata, a puntare il dito contro la società erano stati anche i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, che avevano invocato le dimissioni dei vertici della concessionaria. “I responsabili hanno un nome e un cognome: Autostrade per l’Italia” ha detto Di Maio, che poi in serata ha ribadito: “se non sono in grado di gestire le autostrade, le gestirà lo Stato”. E ancora: “Dite ai familiari dei morti o dei feriti di aspettare 6 o 7 anni. I vertici di Autostrade dovrebbero prendersi la responsabilità e dimettersi. Ora portiamo fuori colpe e responsabilita”. Quindi si è scagliato contro la famiglia Benetton, che controlla la concessionaria: “Questo governo non ha preso soldi dai Benetton, ma i Benetton hanno finanziato le campagne elettorali di tutti i partiti del passato, di tutti i partiti del governo del passato” ha detto Di Maio.

Alle dichiarazioni di Conte è seguita la replica di Autostrade. La società ha spiegato di stare lavorando alla definizione del progetto di ricostruzione del viadotto, che verrebbe completato “in cinque mesi dalla piena disponibilità delle aree” e si è detta “fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario, nell’ambito del contraddittorio previsto dalle regole contrattuali che si svolgerà nei prossimi mesi”.

Nella nota, la società ha spiegato che si tratta di “una fiducia che si fonda sulle attività di monitoraggio e manutenzione svolte sulla base dei migliori standard internazionali. Peraltro non è possibile in questa fase formulare alcuna ipotesi attendibile sulle cause del crollo”. “La società – si legge ancora nella nota – continuerà a collaborare con le istituzioni locali per ridurre il più possibile i disagi causati dal crollo”.

Intanto Conte ha annunciato una giornata di lutto nazionale, “che cercheremo di far coincidere con le cerimonie funebri”. I funerali di Stato, invece, dovrebbero tenersi sabato mattina. Dalla prefettura del capoluogo ligure sottolineano, però, che le notizie sono ancora in via di aggiornamento e si dovranno attendere le prossime ore per una conferma ufficiale.

Il premier ha reso poi nota la delibera dello stato d’emergenza e lo stanziamento di cinque milioni di euro per i primi interventi. “Abbiamo deliberato di accogliere la richiesta del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e decretare lo stato di emergenza per 12 mesi in conseguenza degli eventi di ieri mattina, a causa del crollo del viadotto noto come Ponte Morandi e stanziato per primi interventi 5 milioni sul fondo delle emergenze nazionali”.

Il presidente del Consiglio ha parlato di “tragedie inaccettabili, in una società moderna non devono accadere. Questo governo farà di tutto perché non si verifichino più” ha assicurato Conte, rivolgendo un “sincero applauso alla macchina dei soccorsi” e chiarendo di aver ricevuto “garanzie dalla procura per la rimozione delle macerie”. Il premier ha ribadito anche l’intenzione di far partire al più presto un piano di monitoraggio delle infrastrutture italiane “per garantire massima serenità e sicurezza alla popolazione”.


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