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Il pagellone del calciomercato serie A 2018/19

Sport & Motori

Il frame della sigla finale della serie A-Tim

di Andrea Ranaldo

Si è chiuso ieri il “Calciomercato” ed è già tempo di bilanci per i 20 club di serie A (stagione 2018/19). 

L’estate del 2018 sarà ricordata per il “colpo del secolo”, e rappresenta un nuovo inizio per il calcio italiano: l’approdo alla Juventus di Cristiano Ronaldo punta i riflettori del mondo sulla Serie A, e ad aumentare l’appeal del nostro campionato è stata anche una sessione estiva di calciomercato spumeggiante, che ha portato tutte le grandi squadre a presentarsi ai nastri di partenza con rose competitive in grado di impensierire i bianconeri.

Il record è anche economico, perché, per la seconda stagione consecutiva, la Serie A ha sfondato il muro del miliardo di euro di spesa: in Europa è seconda, dietro solamente alla Premier League inglese (1,4 miliardi), e nettamente davanti a Liga (778 milioni), Bundesliga (447 milioni) e Ligue 1 (405 milioni), le cui finestre di trasferimento, però, si chiuderanno il 31 di agosto.

Ma chi si può fregiare del titolo di “Re” del mercato 2018/19? Scopriamolo nel pagellone dell’agenzia Sporteconomy.

Il frame della sigla iniziale di serie A-Tim

1) ATALANTA: voto  7

Nonostante l’allarme lanciato in conferenza stampa da Gasperini, l’Atalanta sarà ancora una volta molto competitiva. In difesa ha perso Caldara, ma aveva trovato, già nel finale della scorsa stagione, in Mancini un nuovo giovane da valorizzare. A centrocampo il colpo grosso è rappresentato dall’ex Chelsea, con un passato al Milan, Pasalic, che va a sostituire Cristante. In attacco Zapata garantisce più gol di Petagna, mentre sono alte le aspettative per Rigoni, trequartista argentino nel giro della nazionale.

2: BOLOGNA: voto 5,5

Strada in salita per Filippo Inzaghi, neo-allenatore del Bologna: la squadra ha perso le sue frecce d’attacco Verdi e Di Francesco, e ha cambiato volto con l’acquisto di due uomini d’area come Santandere Falcinelli, che si alterneranno come partner offensivi del redivivo Palacio. SuperPippo riuscirà a ovviare alla mancanza di imprevedibilità sulle fasce?

3) CAGLIARI: voto 6,5

Per i sardi pochi acquisti, ma mirati: a centrocampo importanti gli innesti di Castro, alla sua settima stagione in Italia, e di Bradaric, mediano croato fresco vice-campione del mondo. In difesa, il Cagliari scommette sulla voglia di rivalsa di Srna: il terzino ex Shakhtar Donetsk, reduce da 17 mesi di squalifica per doping, garantisce grande tecnica e ha alle spalle una carriera internazionale ai massimi livelli.

4) CHIEVO VERONA: voto 5

L’immobilismo del Chievo è in parte giustificato dall’incertezza giuridica che ci ha regalato, tra ricorsi e controricorsi, l’ennesima estate bollente: dopo il proscioglimento per errore di forma, il club di Campedelli non ha mai cambiato marcia, limitandosi agli acquisti in difesa di Barba – che torna in Serie A dopo l’esperienza in Spagna allo Sporting Giijón – e Rossettini, e a quello di Obi a centrocampo. La pesante eredità di Inglese è invece ricaduta su Djordjevic, reduce da una stagione da separato in casa alla Lazio in cui non è mai sceso in campo.

5) EMPOLI: voto 6

Mercato sufficiente per l’Empoli, che regala ai propri tifosi due difensori di categoria come Silvestree Antonelli, e aggiunge fosforo al proprio centrocampo con l’innesto di Acquah. In attacco le speranze sono riposte nel talento di La Gumina, che si è trasferito alla squadra Toscana per 9 milioni di euro diventando l’acquisto più oneroso nella storia del club.

6) FIORENTINA: voto 7

Il primo colpo della Fiorentina è stato la permanenza in maglia gigliata di Chiesa.Corvino, come sempre, si è rivelato un grande conoscitore di giovani di valore, e ha portato a Firenze il 19enne portiere ex Tolosa Lafont, considerato in patria il “Donnarumma di Francia”, e ha strappato a una nutrita concorrenza le prestazioni di Pjaca, talento croato la cui crescita è stata frenata da un brutto infortunio al ginocchio. A un buon organico è riuscito ad aggiungere Gerson, Mirallas ed Edmilson: tutti giocatori che torneranno utili nelle rotazioni di Pioli.

7) FROSINONE: voto  6

Il Frosinone è tra le squadre che ha cambiato di più. Sportiello, Halfredsson, Crisetig e Molinaro sono tutti giocatori di rendimento sicuro, ma il vero colpo è in attacco e risponde al nome di Joel Campbell: il costaricano, con un passato nell’Arsenal, è un’ala dotata di una velocità fulminea sia in allungo che sul breve, e si combina alla perfezione con la potenza del nuovo centravanti Perica. Manca, forse, un attaccante di categoria che offra maggiori garanzie.

8) GENOA: voto  6,5

Solita girandola di nomi per il club di Preziosi. Hanno lasciato il capoluogo ligure giocatori importanti come Perin, Izzo e Laxalt, ma sono approdati all’ombra della lanterna nuovi volti che sono pronti a lasciare il segno come Rolon,Sandro e Romulo. Grande curiosità per il giovanissimo reparto offensivo: oltre che per Favillie Kouamè, entrambi classe 1997, i tifosi sognano per l’ingaggio del bomber 23enne Piatek, che si è presentato al calcio italiano con un clamoroso poker in Coppa Italia siglato in soli 38 minuti di gioco.

Il frame della sigla finale della serie A-Tim

9) INTER: voto 8,5

Grazie a un mercato intelligente, l’Inter si candida di diritto al ruolo di anti-Juve. Ha puntellato la difesa con Vrsaljko e con i due parametri zero Asamoahe De Vriji, ha rinforzato l’attacco con Politano, Keita Baldé e il promettentissimo Lautaro Martinez, e soprattutto ha regalato a Spalletti il suo pupillo degli anni vissuti in giallorosso, Radja Nainggolan. Non manca, però, un briciolo di delusione: i nerazzurri sono stati molto vicini a Vidal, prima di mollare la presa per gettarsi a capofitto su Modric. Alla fine, però, la strategia non ha pagato, e l’Inter è rimasta a mani vuote, lasciando un senso di incompiuto al comunque ottimo lavoro di Ausilio.

10) JUVENTUS: voto 9

Un mercato da all-in. L’acquisto di Cristiano Ronaldo, che ha logicamente galvanizzato la piazza, è stato affiancato da giocatori pronti a recitare, fin da subito, un ruolo da protagonisti: Emre Can, Cancelo e il figliol prodigo Benucci sono tutti campioni con grande esperienza internazionale, anche se è da valutare la tenuta mentale dello spogliatoio, orfano, in un colpo solo, di due totem come Buffon e Marchisio. Doloroso, ma necessario per fare quadrare i conti, il doppio sacrificio Caldara-Higuain.

11) LAZIO: voto 7

La Lazio ha perso due pedine importanti come De Vrij e Felipe Anderson, ma ha anche trattenuto Milinkovic-Savic, oggetto del desiderio di mezza Europa. Acerbi in difesa rappresenta l’usato sicuro, mentre Badelj e Correa regalano a Simone Inzaghi un ventaglio di opzioni più ampio. Manca un vice Immobile: con la mancata cessione di Caicedo, ai margini del progetto tecnico biancooceleste, è saltato anche l’ingaggio di Wesley.

12) MILAN: voto 8

Sono stati mesi turbolenti per il Milan, ma ora, finalmente, si vede la luce in fondo al tunnel: il passaggio di testimone tra la misteriosa proprietà cinese e il fondo Elliott ha ridato solidità alla società rossonera che, grazie a due milanisti doc come Maldini e Leonardo, è tornata a recitare un ruolo da protagonista anche sul mercato. Ottimi gli acquisti di Bakayoko e Laxalt, eccezionale lo scambio con la Juventus che ha portato a Milano Caldara, il difensore italiano del futuro, e Higuain, il grande numero 9 che manca dai tempi di Ibrahimovic.

13) NAPOLI: voto 5

La grande delusione: Carlo Ancelotti non basta a risollevare un mercato assolutamente modesto, e che rischia di interrompere il processo di crescita della società partenopea. Positiva la cessione di Jorginho per 57 milioni di euro, ma quei soldi non sono stati reinvestiti per aumentare il tasso tecnico della squadra. Il pur talentuoso Verdi, e il giovane portierino Meret, non bastano a colmare il gap con la Juventus, che si è addirittura ampliato.

14) PARMA: voto 6,5

Un mercato partito in sordina, e finito in crescendo: il “diesel” Parma può abbracciare un tridente di tutto rispetto composto da Gervinho, Biabiany e Inglese, e uomini di mestiere come Bruno Alves e Gobbi, che, pur con una carta d’identità ingiallita, garantiscono esperienza in difesa. Dopo alcune stagioni da secondo, torna titolare tra i pali Sepe.

15) ROMA: voto 7,5

Di sicuro, quest’estate Monchi non si è annoiato: il DS spagnolo ha incassato oltre 100 milioni di euro dalle cessioni di Alisson e Nainggolan, e ha reinvestito il tesoretto creando un mix di giovani e giocatori d’esperienza. A uscirne rivoluzionato è soprattutto il centrocampo, che potrà ora contare sui muscoli di Nzonzi, sugli inserimenti di Cristante e sulla classe di Pastore. Fallito il colpo Malcolm, si sente la mancanza di un grande acquisto in attacco, ma il giovane Kluivert potrebbe presto sovvertire le gerarchie. L’incognita più grande è rappresentata dal portiere svedese Olsen.

16) SAMPDORIA: voto 5

La Samp è partita bene, con la cessione redditizia di Torreira all’Arsenal e gli acquisiti Jankto e Defrel, ma si è poi rivelata la regina dei due di picche: negli ultimi giorni di mercato, Sabatini era alla disperata ricerca di un attaccante di peso per sostituire Zapata, ma ha ricevuto i rifiuti in serie di Oberlin, Driussi, Destro e Zaza. Una gestione della situazione non proprio ottimale, anche alla luce della cessione di Zapata avvenuta oltre un mese fa.

17) SASSUOLO: voto 7

Il Sassuolo ha venduto bene e ha acquistato benissimo. Un mercato di assoluto valore, che ha in Locatelli, Di Francescoe Boateng i tre fiori all’occhiello: a destare maggiori curiosità è soprattutto il ghanese ex Milan, che De Zerbi sembra intenzionato a schierare al centro dell’attacco come “falso nueve”.

18) SPAL: voto 6

Per la Spal un mercato oculato, che offre al confermassimo Semplici una squadra più di palleggio, grazie agli innesti di Missiroli e Valdifiori in mezzo al campo, e di peso in attacco, con Petagna, chiamato, oltre al solito encomiabile “lavoro sporco”, a rimpolpare le sue magre statistiche in fase realizzativa.

19) TORINO: voto 7

Colpo di coda del Torino, che dopo gli arrivi di Izzo, Bremer e Meitè non era riuscito a entusiasmare la piazza, ma che proprio a ridosso del gong ha piazzato il doppio colpo Soriano–Zaza, che rinvigorisce le ambizioni europee dei granata.

20) UDINESE: voto 4

La prima incognita riguarda l’allenatore Velazquez, per molti una assoluta novità, che soltanto i Pozzo potevano riuscire a scovare. Il mercato, invece, è stato un totale fallimento: il ventunenne Vizeu, brasiliano dallo stile di gioco molto poco “carioca” – per lui 47 gare da professionista nel Flamengo e 15 gol – è l’unica novità interessante, ma non sembra ancora pronto per recitare un ruolo da protagonista nel nostro campionato.


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