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Militanti di estrema destra coinvolti in aggressione a cronisti de l’Espresso

Lazio

Durante la commemorazione dei morti di Acca Larentia è esploso un diverbio acceso tra alcuni esponenti di Forza Nuova e Avanguardia Nazionale e giornalisti de  L’Espresso i quali hanno proceduto alla denuncia dei due estremisti neo fascisti

di Monica Montanaro

Nella giornata di ieri si è tenuta una  cerimonia che viene celebrata annualmente interessante il mondo dei militanti di estrema Destra neofascista nostalgici dei fasti dell’era mussoliniana e forti assertori dell’ideologia che da essa promana. L’evento in questione si riferisce alla commemorazione delle vittime di Acca Larentia svoltasi presso il Mausoleo dei martiri fascisti all’interno del cimitero del Verano a Roma, cerimonia organizzata dai movimenti collocati nell’area politica della Destra radicale, ossia Forza Nuova e Avanguardia Nazionale.

Nel corso di tale cerimonia si è scatenato un cruento alterco tra due militanti estremisti di Destra ai danni di altrettanti due cronisti del giornale di spessore nazionale L’Espresso, Federico Marconi e il fotoreporter Paolo Marchetti, diverbio degenerato in un’aggressione che ha condotto alla presa di posizione da parte della redazione del rinomato giornale di emettere una  denuncia esperita in seguito contro i due impulsivi avventori.

Secondo le dichiarazioni rilasciate dalla Questura di Roma i due soggetti investiti dalla misura coercitiva sono Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova, e Vincenzo Nardulli esponente di primo pino di Avanguardia Nazionale. Sul caso è intervenuta la magistratura di Piazzale Clodio che ha aperto un fascicolo, mentre le indagini sono condotte dal procuratore aggiunto Francesco Caporale.

La dinamica dei fatti oggetto dell’evento criminoso avvenuto ieri a Roma  secondo il racconto de L’Espresso si è svolta in tal modo: nelle prime ore pomeridiane i due cronisti  del giornale inviati sul posto per raccontare la commemorazione delle vittime di Acca Larentia presso il Piazzale del Verano, durante le riprese della cerimonia sono stati avvicinati da sparuti componenti dei gruppi dei militanti estremisti di Destra celebranti l’anniversario storico, intimando Marchetti attraverso atti violenti di consegnarli la scheda memoria dalla macchina fotografica e sottraendo altresì al giornalista Marconi il suo telefono cellulare allo scopo di cancellarne tutti i video e le foto riguardanti l’evento in corso, in uno scenario di pura ferocia.

Dal canto suo la Questura di Roma riferisce che gli agenti della Digos presenti sul luogo hanno notato l’accendersi di una lite furiosa intorno alle le 15.30 del pomeriggio tra otto soggetti che presenziavano alla cerimonia fascista, in particolare Castellino e Nardulli, ed un fotoreporter collaboratore de L’Espresso impegnato nella ripresa delle fasi della cerimonia. Constato ciò gli agenti di polizia hanno allontanato immediatamente il cronista all’esterno del cimitero per salvaguardare la sua incolumità ed impedire l’evolversi della contesa, ma la reazione della vittima davanti agli agenti non ha confermato l’accaduto, affermando di non aver subito alcuna minaccia o aggressione contro la sua persona.

La situazione si è ribaltata in serata quando i due cronisti si sono presentati presso gli uffici della Digos ed hanno ritrattato la prima versione da loro rilasciata ammettendo invece di essere stati vittima di un’aggressione furibonda al loro indirizzo e di voler procedere sporgendo denuncia contro i loro aggressori mostrando a testimonianza di quanto detto un referto medico che presenta una prognosi di tre giorni per contusioni.

Secondo la prassi sono partite le indagini da parte della Questura romana dalle quali si è potuto appurare la responsabilità dei due militanti di Destra, Castellino e Nardulli, i quali sono stati interessati da una perquisizione domiciliare e denunciati all’autorità giudiziaria per i reati di minaccia, lesioni personali, violenza privata, gli inquirenti proseguono le indagini finalizzate all’identificazione degli altri militanti protagonisti dell’increscioso episodio violento.

Come contro altare le ammissioni del segretario nazionale di Forza Nuova che smentisce categoricamente le accuse rivolte ai militanti del suo movimento poiché la lita scoppiata non presenta risvolti di carattere penale ed inoltre è avvenuta sotto lo sguardo vigile della polizia e per motivazioni diverse da quelle dichiarate dai due cronisti de L’Espresso che scagionerebbero in toto i manifestanti di Destra, a testimonianza della sua tesi l’esistenza di un video rivelatore.


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