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A volte ritornano: le Province

Sul tavolo della discussione sulla ridefinizione degli enti locali ritorna il dibattito sulle Province. Circa cinque anni dopo la legge Delrio, il nostro Paese fa dietrofront riaprendo una questione che sembrava ormai chiusa. Se l’intera Europa cerca di rincorrere il modello dell’efficienza, della semplificazione, dello snellimento delle procedure amministrative, in Italia si pensa ad un ritorno al passato. Secondo Gianni Trovati de IlSole24ore, infatti, sembrerebbe ci sia in atto un tavolo tecnico-politico in conferenza Stato-Città a guida Lega, con il sottosegretario al governo Stefano Candiani, e M5S, con la viceministra dell’Economia Laura Castelli.

La proposta pare creare un revival delle Province, senza la contestuale messa in discussione delle Città metropolitane, ma anche mantenere l’assemblea dei sindaci che a questo punto si sovrapporrebbe al consiglio provinciale. Sul piatto dunque sembra esserci l’elezione diretta di circa 2.500 presidenti e consiglieri provinciali.

Ma se Luigi Di Maio sembra essere fortemente contrario: “Per me le Province si tagliano. Punto. Ogni poltronificio per noi deve essere abolito. Efficienza e snellimento, questi devono essere i fari. Questa è la linea del M5s”, Matteo Salvini non sembra essere sulla stessa lunghezza d’onda: “L’abolizione delle Province è una buffonata che ha portato disastri soprattutto nelle manutenzione di scuole e sulle strade. Vogliamo dare un servizio ai cittadini e se Comuni e Regioni non ce la fanno servono le Province”. La motivazione sembra essere, secondo la Lega, quella di “assicurare i servizi ai cittadini”.

Riportare in vita le Province potrebbe continuare ad aumentare la frammentazione territoriale e la distanza sempre maggiore tra i cittadini e le istituzioni, creando un ulteriore livello di governo che allarga la forbice dell’asimmetria relazionale. Ogni governo rimaneggia, adatta e modifica la questione senza mai risolverla veramente, nonostante sia  percepito da tutti un problema da risolvere.

Questa misura sembra essere ormai l’ennesimo braccio di ferro tra gli alleati su un tema caro alla Lega e concepito dal Movimento 5 Stelle come un’occasione per una “ripartizione di poltrone tra i vecchi partiti”, una tematica che ricorda le contestazioni all’origine del M5S. La questione sembra essere rimandata al rientro del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dal Forum sula Via della Seta a Pechino. Chi cederà questa volta?

 

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