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Riforma costituzionale alla Camera: dov’erano i nostri deputati?

Cronaca

Alla Camera dei deputati all’inizio di questa settimana è stata discussa la riforma costituzionale in materia di riduzione del numero dei parlamentari alla presenza di una decina di deputati. Ai lavori solo un onorevole eletto nella circoscrizione estero. Ci chiediamo dov’erano gli altri undici? L’appello ai Comites affinché facciano sentire la loro voce con proposte e richieste.

La riforma delle legge costituzionale A.C. 1585, già approvata dal Senato in prima deliberazione il 7 febbraio 2019, che prevede la riduzione del numero dei parlamentari da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori elettivi, è stata discussa nella Camera dei deputati all’inizio di questa settimana alla presenza di una decina di parlamentari.

Il disegno di legge costituzionale dispone una riduzione pari al 36,5 per cento del numero dei parlamentari, passando dagli attuali 945 a 600. Più precisamente, il numero dei deputati passa da 630 a 400, compresi i deputati eletti nella circoscrizione Estero, da dodici a otto. Il numero dei senatori elettivi, invece, è ridotto da 315 a 200, compresi i senatori eletti nella circoscrizione Estero, che passano da sei a quattro.

LUNEDì 29 APRILE INIZIATO IL DIBATTITO ALLA CAMERA

Sono mesi che il Consiglio generale degli italiani all’estero richiama i gruppi parlamentari a prendere in seria considerazione l’iniquità, che tale provvedimento arrecherebbe sulla rappresentanza delle Comunità italiane all’estero in quanto l’attuale presenza di 18 parlamentari (12 deputati e 6 senatori) definita dalla legge 459/2001, risultava già figlia di un compromesso al ribasso all’epoca dell’approvazione.

Oggi, a fronte di una presenza all’estero di 6 milioni di connazionali, la rappresentanza prevista nella riforma risulterebbe incongrua e difficilmente giustificabile per la mole di lavoro e di responsabilità che ricadrebbero sui futuri parlamentari da eleggere nelle ripartizioni della circoscrizione estero grandi quanto interi continenti.

Nel dibattito che si è tenuto lunedì 29 aprile alla Camera dei deputati, tra la decina di deputati presenti, era presente solo un onorevole eletto nella circoscrizione estero.

L’APPELLO AI COMITES AD INTERVENIRE

Ci chiediamo dov’erano gli altri undici? Qual è la sensibilità che questi ultimi esercitano rispetto al mandato che i cittadini all’estero gli hanno affidato?

Intanto il Consiglio generale degli italiani all’estero ha fatto pervenire ai 107 Comitati degli italiani all’estero una documentazione completa del dibattito parlamentare svoltosi precedentemente in Senato e nelle Commissioni che hanno trattato questo provvedimento, sollecitandoli a intervenire con proposte e richieste.

Michele Schiavone

Segretario Generale CGIE


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