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Dal prossimo giugno circa 24mila pensionati italiani con un assegno superiore ai 100mila euro lordi l’anno subiranno il taglio annunciato nella scorsa legge di Bilancio dal governo. La tagliola scatterà per tutti, ma con vigore diverso a seconda dell’ammontare dell’assegno. Stando al meccanismo controverso voluto dal Movimento Cinque Stelle, le percentuali di decurtazione scattano in modo progressivo al di sopra del tetto dei 100mila euro: dal 15% sulla parte di pensione fino a 130mila euro, per poi arrivare al 40% sulla quota che supera il mezzo milione di euro.

Leggi anche: Pensioni, la previsione apocalittica di Cazzola sugli assegni: arriva la tripla stangata fiscale

Il taglio in arrivo a giugno si va ad aggiungere anche all’altro sacrificio preteso dai pensionati, cioè l’ennesimo blocco sulla rivalutazione basata sull’inflazione, una decisione che riguarda in questo caso ben 5,6 milioni di italiani.

Non tutti però dovranno subire la tagliola della riduzione dell’assegno. Stando all’ultima circolare dell’Inps, in base alla legge, sono escluse le varie pensioni di invalidità e quelle che risultano dal cumulo con casse private oppure da totalizzazione.

Ora scendo  nei dettagli, sempre, le detrazione sul cedolino della pensione

Pensione lorda 6,069,08 va ricordato 42 anni con contributi versati

            RITENUTE

  • ARRETRATO CONGUAGLI DA PEREQUAZIONE A.P -87,37
  • ADDIZIONALE COMUNALE -40,05
  • ACCONTO ADDIZIONALE COMUNALE -20,94
  • ADDIZIONALE REGIONALE -113,81
  • IRPEF NETTA -2.006,62

*RITENUTA CHE RIDUCE L’IMPONIBILE FISCALE

IL PENSIONATO OGGI “ GOVERNO GIALLO VERDE

Non va comunque sottaciuto che il cittadino, oltre alle RITENUTE ELENCATE  paga la TARI, tassa sui rifiuti.

Spese che si potrebbero ridurre eliminando le municipalizzate, dando la gestione alle Ripartizioni di appartenenza, eliminando i componenti del consiglio di amministrazione.

Dopo la manifestazione dei pensionati di qualche giorno fa, i Pensionati scendono in Piazza San Giovanni contro il Governo.

Ora mi domando perché le associazioni di categoria dei consumatori e i sindacati perché non fanno ricorso alla Corte Europea  dei Diritti dell’ Uomo , chiedendo, in attesa di sentenza, la sospensione del taglio voluto dal M5S.

Rendendo povero il cittadino non c’è potere di acquisto, di conseguenza piccole e medie industrie falliscono aumentando notevolmente il numero dei disoccupati.

Perché non rendere pubblico il Bilancio dello Stato, naturalmente con Entrate ed Uscite

Prof. Donato Arciuli       

redazione@corrierenazionale.net   


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