Economia e Finanza

Arcelor Mittal ricorre alla Cassa Integrazione per 1.400 dipendenti

L’azienda siderurgica annuncia il provvedimento della Cassa Integrazione che interesserà 1.400 dipendenti dello stabilimento di Taranto per 13 settimane. Alla base della decisione la grave crisi di mercato che affligge il comparto

 

Il colosso del comparto siderurgico Arcelor Mittal Italia oggi ha diramato la notizia ufficiale dell’assunzione del provvedimento temporaneo della Cassa Integrazione che interesserà lo stabilimento di Taranto. L’azienda giustifica tale provvedimento sulla base della “grave crisi di mercato” che affligge il settore, per tale ragione “si trova oggi nella necessità di ricorrere temporaneamente alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria”. Il provvedimento sarà assunto come soluzione provvisoria, indirizzato esclusivamente per il polo siderurgico tarantino, e rivolto ad una fascia di 1.400 dipendenti, erogabile per un tempo massimo di 13 settimane.    

“E’una decisione difficile, ma le condizioni del mercato sono davvero critiche in tutta Europa” – dichiara l’ad di Arcelor Mittal Italia, Matthieu Jehl -. “Tengo a ribadire che sono misure temporanee, l’acciaio è un mercato ciclico”. Domani verrà indetto un tavolo di lavoro per ragguagliare in merito alla decisione assunta dell’azienda le varie categorie sindacali e i media. Difatti, i dirigenti del colosso riferiscono di aver già provveduto a “contattare le organizzazioni sindacali e le rappresentanze sindacali unitarie per informarle di questa operazione”. Inoltre, la nota holding industriale ha diramato un comunicato in cui si sostiene che il contesto generale del settore siderurgico “è molto critico, però Arcelor Mittal Italia conferma il proprio impegno su tutti gli interventi previsti per rispettare il piano industriale e ambientale, al termine dei quali, con un investimento da più di 2,4 miliardi di euro, Taranto diventerà il polo siderurgico integrato più avanzato e sostenibile d’Europa”. 

La reazione di dissenso da parte dei sindacati di categoria non si è fatta attendere. Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil, esprime la sua opinione riguardo il provvedimento della Cassa Integrazione ordinaria previsto per lo stabilimento di Taranto: “Per quanto legata per definizione ad un’evoluzione di ciclo congiunturale non ci rassicura e diventa un’ulteriore elemento di incertezza. Sono mesi che la Fiom chiede un incontro al Mise per una verifica degli impegni sottoscritti, – aggiunge Re David – che diventa ancora più urgente alla luce delle decisioni comunicate oggi. Nell’incontro in programma per lunedì 10 giugno chiederemo una verifica sull’attuazione dell’accordo sottoscritto in merito alle strategie industriali e produttive e agli investimenti relativi al processo di risanamento ambientale” – ha sottolineato la segretaria -. 

In merito al provvedimento adottato dai vertici di Arcelor MIttal si è espresso anche il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella: “La comunicazione arrivataci da Arcelor Mittal a pochi giorni dall’incontro di lunedì prossimo è grave, inopportuna e sbagliata”. Inoltre, il segretario della Uilm ha tenuto a precisare che “le ripercussioni ci sono anche per gli altri stabilimenti ex Ilva d’Italia dove si utilizzerà un piano di smaltimento ferie per far fronte alla riduzione dei volumi produttivi”.       

 

Monica Montanaro

    

 

 

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