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Donne di spade: il coraggio delle donne in epoca moderna narrato da Cinzia Tani

Oltre Tevere

Donne di Spade” è il secondo libro della trilogia edita da Mondadori e scritta dalla nota giornalista Cinzia Tani. La sua è la prima e unica saga dedicata alla famiglia degli Asburgo, potentissima dinastia che ha conosciuto i suoi anni d’oro nel Cinquecento, in piena epoca moderna, periodo storico in cui alle donne non era riconosciuto un ruolo rilevante in società.

“Donne di Spade” è un romanzo ricco di avventure mozzafiato, intrighi sentimentali e colpi di scena che ammaliano il lettore e lo mantengono attento e interessato fino all’ultima pagina. Protagonisti di questo romanzo storico, non sono solo i fratelli Acevedo come in “Il volo delle aquile” ma anche donne forti come Maddalena, Flora, Agnes, Dorotea, Anna da Mendoza. Esse sono donne combattive, libere da pregiudizi ed etichette. Lottano per conquistare la propria libertà e il proprio ruolo sociale. Ad esse il lettore si affeziona con facilità.

Un romanzo che testimonia lo spiccato interesse e la minuziosa conoscenza della storia moderna da parte di un’autrice che spicca nel mondo letterario odierno. Della sua trilogia di successo e dello studio approfondito della storia come mezzo privilegiato per conoscere il mondo e il nostro passato, la scrittrice Cinzia Tani ci parla in questa interessante intervista.

Com’è nata l’idea di scrivere questa trilogia dedicata agli Asburgo?

Molti anni fa sono stata al museo del Prado, a Madrid, e ho passato molto tempo nelle sale dedicate agli Asburgo, la più potente famiglia del mondo nel Cinquecento. Ho cominciato a raccogliere il materiale e poi ho fatto la proposta all’editore. Un libro su Carlo V e gli Asburgo, una famiglia potentissima che, a differenza dei Medici, Tudor, Borgia etc., non è stata mai narrata in una saga. Inoltre ero affascinata dall’idea di raccontare il secolo più denso di avvenimenti del nostro passato, a cominciare dalle scoperte geografiche, alle guerre di religione contro i Turchi e i Mori, ai conflitti tra cattolici e protestanti, ai grandi capolavori artistici, all’orrore dell’Inquisizione, alla nascita dell’Europa. Poi l’editore mi ha detto che per raccontare un secolo occorreva una trilogia, non un solo libro, e così è nato Il volo delle Aquile.

La sua passione per la Storia Moderna quando è nata e come?

Quando ho capito che per capire il mondo in cui viviamo dobbiamo conoscere il nostro passato. Inoltre ho capito che volevo approfondire certi eventi e periodi come a scuola non avevo fatto. Sono innanzitutto curiosa e mi piace studiare. Leggo centinaia di libri in lingua, faccio lunghi sopralluoghi e poi comincio a scrivere il libro. Il nazismo, la guerra civile spagnola, la rivoluzione messicana, Federico II di Svevia, la dittatura argentina etc.

La narrazione del suo libro è ricca di dialoghi. Come mai questa scelta stilistica?

I romanzi storici, anche se non sono libri di storia perché oltre ai personaggi veri abbiamo quelli di finzione, possono essere pesanti con tante date, battaglie, nomi… i dialoghi servono a snellire il racconto e a far partecipare maggiormente il lettore.

Le protagoniste di Donne di Spade sono donne che lottano per conquistare la loro libertà in un’epoca in cui ad esse è spesso relegato un ruolo secondario. Quanto è cambiata la donna dal 500 ad oggi nella rivendicazione del suo ruolo sociale secondo lei?

Moltissimo nel mondo occidentale, molto meno in altri paesi: India, Iran, Iraq e così via. In Europa, nel Cinquecento, le donne (spesso bambine) venivano destinate a sposare uomini che non conoscevano, magari molto più vecchi di loro, solo per strategie politiche e di potere. Le mogli dei personaggi importanti dovevano dedicarsi solo a fare figli… maschi! Poiché i bambini morivano spesso in tenera età, queste donne continuavano a partorire alla ricerca dell’erede fino a morire loro stesse giovanissime. Per il resto contavano poco. Basta sfogliare un libro di storia e cercare i nomi delle donne.

In Donne di Spade emerge il senso di rivalità e competizione tra donne. La famigerata sorellanza è utopia o può diventare realtà?

In Donne di spade ci sono donne forti, determinate, coraggiose, personaggi reali a cui ho voluto dare importanza e personaggi di finzione che ho voluto inserire per spiegare che donne così ci sono sempre state, anche se la società non tollerava il loro istinto di libertà. Per quanto riguarda la solidarietà fra donne credo che esista solo fra coloro che non detengono il potere. Purtroppo quando molte donne oggi raggiungono il potere dimenticano le altre donne e a volte le annientano se rappresentano una minaccia al loro ruolo.

Il suo romanzo è ricco di intrighi sentimentali che sono di grande interesse per i lettori. Secondo lei perché l’intrigo sentimentale appassiona tanto l’essere umano?

L’intrigo sentimentale è l’avventura del cuore e tutti ne siamo coinvolti. Spesso ci identifichiamo oppure ci sorprendiamo. In amore, come nella descrizione di una guerra, ci sono vinti e vincitori, colpi di scena, sacrifici, atti di eroismo e fallimenti.

C’è un personaggio di Donne di Spade al quale è più affezionato e perché?

In Figli del segreto ho raccontato di Greta perché da tempo volevo narrare la storia di una ragazza guerriera, bellissima, audace e appassionata, la nipote del famoso comandante lanzichenecco Georg Von Frundsberg. In Donne di Spade c’è sua figlia Agnes, coraggiosa come la madre, pronta ad amare per tutta la vita nonostante gli ostacoli. Fra gli uomini nel primo libro ho molto amato Giovanni dalle Bande Nere e in questo il figlio bastardo di Carlo V, Don Giovanni d’Austria, affascinante, giovane comandante, il vincitore della battaglia di Lepanto.

Perché il lettore de IlCorriereNazionale.net dovrebbe leggere “Donne di Spade”?

Il lettore che ama la storia si potrà appassionare a questi libri rileggendo vicende di personaggi che spesso a scuola ha solo sfiorato ma di cui ricorda bene i nomi. Inoltre i personaggi di fantasia, bene amalgamati con quelli storici, vivono situazioni tipicamente romanzesche, e qui c’è il thriller, gli amori felici e infelici, le scoperte stupefacenti, la morte per eroismo e la morte che commuove. Il ritmo, i capitoli brevi, i colpi di scena, il tempo presente servono a legare il lettore alla storia sperando che non la abbandoni.

Qualche anticipazione sul prossimo libro di questa appassionante trilogia…

Il terzo e ultimo libro della trilogia uscirà a febbraio, si intitolerà Amanti e Rivali e tratterà gli ultimi anni del Cinquecento. Oltre ai miei personaggi, con i loro intrighi, amori e tradimenti, ci saranno Filippo II (il figlio di Carlo V), Caterina de’ Medici, la regina Margot, la regina Elisabetta, l’eccidio degli Ugonotti, i massacri religiosi, Solimano il Magnifico, la sconfitta dell’Invincibile Armata e la fine del dominio spagnolo.

Mariangela Cutrone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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