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Chi sono le “pecore nere”?: ce lo spiega Pierpaolo Mandetta

Oltre Tevere

Recensione de “Il Club delle Pecore Nere” di Pierpaolo Mandetta (Rizzoli)

“Chi sono le “pecore nere”? Sono persone “fuori dal coro” che non riescono ad omologarsi, a far parte della massa che le vorrebbero in un certo modo. Non si ritengono “persone normali” perché a loro il concetto di normalità sfugge spesso e volentieri. Conducono esistenze precarie, sospese tra uno stato di insofferenza cronica e uno di euforia. Su di esse è incentrato il nuovo romanzo di Pierpaolo Mandetta, “Il club delle pecore nere” edito da Rizzoli.

Come esemplari di questa categoria troviamo cono tre personaggi avvincenti ai quali il lettore si affezionerà con molta facilità. Parliamo di Samuele, uno scrittore gay, originario del Sud Italia che in preda ad una vera e propria crisi esistenziale mollerà il suo compagno il giorno tanto atteso delle nozze; Nicole, una spogliarellista, fondatrice di un’associazione femminista che rivendica il ruolo sociale della donna moderna; Ivan, un manager di successo in un’azienda milanese di organizzazione eventi che per ottenere la sua meritata promozione si finge fidanzato. Samuele, Nicole e Ivan incarnano la generazione precaria dei trentenni di oggi: nevrotici, insoddisfatti, costantemente in bilico, alla ricerca dell’approvazione altrui e della stabilità economica in una società che lascia poco spazio e concretezza ai loro sogni e alle loro buone intenzioni.

In una Milano caotica, in cui sembra difficile tessere rapporti umani significativi e duraturi, i tre trentenni cercano invano il loro “posto nel mondo” lottando contro i “fantasmi del passato”, le ferite e i rancori nutriti nei confronti dei loro genitori, i rapporti falsi e di convenienza sul lavoro e in campo sentimentale. È facile identificarsi nelle disavventure e le vicissitudini dei tre protagonisti. Il lettore ritrova una parte di sé ed è indotto a riflettere e mettersi in discussione riguardo al proprio ruolo in una società sempre più frenetica e falsa in cui tutto, comprese le relazioni umane si consumano velocemente facendoci assaporare un vuoto e un’amarezza che caratterizza esistenze sempre più votate all’individualismo.

Le vite di Samuele, Nicole e Ivan cominceranno a dirigersi verso nuove e impensate direzioni quando farà ingresso in esse Rocco, un adolescente di tredici anni. Abbandonato da sua madre, Ofelia, un’amica e collega di Nicole, Rocco sarà accudito dalle tre pecore nere. A turno si prenderanno cura di questo adolescente introverso, sensibile ed intelligente che nonostante la fase più delicata della sua esistenza, si dimostrerà più maturo e responsabile dei tre. In diverse circostanze Rocco con la sua ingenuità, la sua capacità di meravigliarsi, la sua curiosità, il suo spiccato spirito di adattamento e la sua “fame di conoscenza” insegnerà ai tre protagonisti a capire il senso della vita e come agire e rimediare ai propri errori. L’incontro con Rocco si rivelerà di vitale importanza per poter ricominciare da zero, riprendere in mano la propria vita e cambiare. Da “pecore nere” Sam, Nicole e Ivan si trasformeranno in adulti più maturi, riflessivi e più umani. Impareranno a diventare ciò che sono, in coerenza con la loro parte più autentica, lontano dal bisogno di approvazione altrui e dal bisogno incontrollato di amore.

Questo romanzo di Pierpaolo Mandetta, edito da Rizzoli, è fonte di insegnamenti preziosi. Si legge con facilità e con tanto interesse. Fa sorridere. La suddivisione corale dei capitoli consente di cogliere punti di vista diversi sulle stesse vicende e non permette al lettore di annoiarsi. Un romanzo di successo che presenta senza filtri una generazione precaria, costantemente sottopressione ed esposta a facili illusioni e abbagli. Un libro che consiglierei a tutti i trentenni che non sanno che cos’è la normalità e che tentano ogni giorno di rispondere agli innumerevoli dubbi ed interrogativi legati alle loro esistenze precarie in questa sbandata società odierna.

Mariangela Cutrone


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