Noi e il Condominio

Decreto Crescita 2019, niente tasse sugli affitti non percepiti

Basterà l’intimazione di sfratto per non pagare le tasse sui canoni non riscossi

Il Decreto Crescita 2019 (pubblicato in G.U il 29 giugno scorso) introduce importanti novità per i proprietari di appartamenti concessi in locazione, in caso di sfratto degli inquilini morosi.

L’articolo 3-quinquies  del Decreto, al comma 1, dispone infatti Al secondo periodo del comma 1 dell’art. 26 del DPR n. 917/1986, concernente l’imputazione dei redditi fondiari, le parole: «dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore» sono sostituite dalle seguenti: «purché la mancata percezione sia comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento. Ai canoni non riscossi dal locatore nei periodi d’imposta di riferimento e percepiti in periodi d’imposta successivi si applica l’articolo 21 in relazione ai redditi di cui all’articolo 17, comma 1, lettera n-bis)»”.

Detto in termini più semplici, con tale disposizione non saranno più soggetti a tassazione i canoni di affitto non percepiti e, dunque, non dovranno più essere dichiarati i redditi da locazione non percepiti in caso di morosità dell’inquilino.

In pratica, viene eliminata la norma che stabiliva che quando i redditi non vengono incassati, non concorrono a formare il reddito complessivo solo a partire dalla conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore. Il che significava che il proprietario che chiedeva lo sfratto dell’inquilino moroso era tenuto a pagare le tasse anche per i canoni non percepiti, fino al provvedimento definitivo del giudice.

Sulla base delle nuove disposizioni del Decreto Crescita, invece, i redditi non vanno considerati se non vengono percepiti fin da subito, purché la mancata percezione sia comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento.

Se ad oggi era obbligatorio il versamento delle imposte anche sulle somme non pagate – fino alla data di convalida dello sfratto per morosità dell’inquilino –  con il decreto non sarà obbligatorio inserire tali importi in dichiarazione dei redditi, qualora la mancata percezione sia provata dall’intimazione di sfratto o da un’ingiunzione di pagamento.

La semplificazione fiscale sarà operativa per i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo stipulati a decorrere dal 1° gennaio 2020.

Per i contratti stipulati in precedenza per le imposte versate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti come da accertamento avvenuto nell’ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità, resta confermato il riconoscimento di un credito di imposta di pari ammontare.

Giuseppe Nuzzo


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