Scuola&Formazione

Concorso Dirigenti Scolastici. “Sogno o son desto”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un aspirante Preside.
“Tutto comincia con una istanza, on line, in soliti corridoi noti. È quasi Natale, i ragazzi nelle scuole sono già proiettati verso le vacanze, i prof verso gli acquisti per rendere più grazioso il giorno della Natività, i Dirigenti sono intenti a tamponare i loro Programmi Annuali.
Poi, ci siamo noi, trentacinquemila sognatori, che, deposta la stella rossa che fa Natale, si siedono e compilano… in alto c’è scritto ‘Concorso per reclutamento di Dirigenti Scolastici’!
Lingua straniera? Bisogna indicare la lingua non madre… beh, inglese, meglio francese, vabbè, chissà non sarà mica importante (in realtà si! Sarà, per taluni, fondamentale).
Siamo quasi a capodanno, tasto blu, si pigia, invio.. e, il viaggio comincia.
Passano mesi, la routine che batte i tempi dell’anno scolastico, impone consigli di classe, scrutini, esami. In questo andare l’occhio cade nella casella mail del MIUR, non sempre, a volte, la domanda è ricorrente? Ma quando si terrà la preselettiva? E le batterie? E, dove si studia? Edisses, Simone, Mariani, Barbuto, Cerini, Paletta, diventano amici di percorso… ma, nulla!!
Si deve attendere il Santo che sentenzia l’estate per avere una data (23 luglio 2018) e le fantomatica batterie (4.400 iter a riposta multipla).
Si parte!
Simulatori scaricati su tablet, iPhone, pc.
A)B)C)D
100 quesiti… obiettivo?
Almeno 80 punti, ne basteranno meno, molto meno (71,70).
23 luglio… in Italia fa caldo, in venticinquemila si presentano, ma, solo, in 9.700 possono accedere alla prova scritta.
Limite, già detto, 71,70!
Ecco… sembra tutto fatto! Invece no!
I primi ricorsi.
C’è chi ritiene che basti la sufficienza, anche se il bando è chiaro, saranno prima ammessi (con asterisco) alla prova scritta per, poi, essere ‘eliminati’ da una Sentenza TAR.
Chi li aveva convinti che avrebbero avuto ragione?
Ah si, i soliti … gli Avvocati o, peggio, i Sindacati?
A posteri l’ardua sentenza.
In una tiepida mattina di metà ottobre in 9.700 sostengono la priva scritta. Anzi no, nella nottata, in Sardegna si scatena la Natura, scuole chiuse, i candidati sardi faranno l’esame il 13 dicembre con i ‘sessantini’.
Negli studi legali amministrativisti già c’è odore di altri ricorsi!
Neanche a dirlo…
L’Italia dei ricorsi è già in moto dal 27 marzo 2019, data di pubblicazione degli ammessi all’orale.
Certo chi sente di essere stato leso in un suo diritto ha il mezzo giudiziale per far giustizia, ma l’alternanza pubblicitaria su social, whatsapp, gruppi diventa davvero incalzante…
Nelle more dell’applicazione di un sistema schizofrenico di attribuzione a commissioni (ben 38) dei candidati idonei all’orale il MIUR viene subissato di richieste di accesso agli atti.
L’arcano viene risolto con la pubblicazione degli elaborati per ciascun candidato e, allora, via con la ricerca del miglior avvocato che, poi, è sempre colui che dà ragione a chi il diritto lo pretende.
Tutto regolare, tutto democratico in uno Stato di diritto come il nostro, ciò che fa impallidire è il vergognoso dibattito su siti creati ad hoc (vedi forum mininterno) dove le offese tra vinti (non ammessi) e vincitori (ammessi) sembra non aver fine.
Ma i ‘nuovi’ vinti sono ancora alla finestra!
Mentre i ‘vinti’, già conclamati, ricorrono, loro i potenziali vinti, continuano a studiare e sfidano le commissioni (in realtà molto differenti per forza di cose … i commissari sono esseri umani) disseminate in tutti lo stivale.
I risultati delle commissioni risulteranno molto differenti, in alcune sembrano concentrati ciucci patentati (la 17 e la 30: più del 33% di respinti), in altre le percentuali negative scendono sino all’1%… ma, si sa, la vita è un circolo vizioso di virtù e fortune.
Si va avanti, i sognatori superstiti continuano a studiare e lo faranno sino all’11 luglio.
Sul più bello (o il più brutto?!) cade la mannaia del TAR 2 luglio 2019: abbiamo scherzato, i sogni, i sacrifici, lo studio, le notti insonni, i viaggi al freddo e al caldo su e giù per l’Italia, non servono più a nulla: tutti a casa, concorso annullato.
I nuovi vinti cominciano a temere che a settembre entreranno ancora in una classe per insegnare e i vinti primi, non si sa bene perché, forse spinti da sentimenti di vendetta, cominciamo a gridare nel nome di ‘giustizia è stata fatta’!!
In realtà il viaggio pare finito, ma forse no!
Forse ci saranno altri a restituire il mal tolto, ma ciò che non potrà essere restituito a nessuno è la serenità di sentirsi parte di un tutto, di vivere in un Paese in cui i diritti vanno garantiti e non gridati, in cui le posizioni vanno rispettate e, soprattutto, in cui il bene comune passa per una scuola buona e non da una buona scuola.
Ecco, all’alba di una nuova idea di far scuola, ci ritroviamo in un esercito di vinti e solo vinti, e, al di là delle situazioni personali, ciò che più fa male, per chi nella scuola ci ha sempre creduto, è vedere quanto un concorso sia stato capace di mettere contro colleghi, amici nel nome della Vittoria che non c’è stata per nessuno! … eppure un sognatore una soluzione ce l’ha …
Riprogrammazione di un concorso riservato ai solo ammessi alla prova scritta da bandire entro fine anno e da espletarsi entro l’anno prossimo con blindatura di ulteriori 3000 posti da ds dal 2020/21 sino ad esaurimento della graduatoria a farsi sul concorso riservato
Chissà cosa penserebbero i nostri allievi di tutto questo, chissà se avrò ancora la forza di raccontar loro che l’Italia è una Repubblica democratica, che i cittadini sono uguali e che il sistema si informa su ideali di giustizia e solidarietà.
Chissà…”
 
Giovanni Tartaglia, un idoneo al concorso dirigente scolastico 2017

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