Cultura

E’ morto Stefano Agosti

 

di Paolo Martini

Il francesista e critico letterario Stefano Agosti, professore emerito di letteratura francese presso l’Università di Venezia, è morto ieri pomeriggio all’ospedale Sacro Cuore di Negrar (Verona), all’età di 89 anni. I funerali, ha riferito la famiglia all’AdnKronos, si terranno martedì 9 luglio, alle ore 15,30, nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Caprino Veronese, suo paese natale. Nell’ultimo mezzo secolo ha vissuto sempre a Milano. Agosti ha curato edizioni di opere di Gustave Flaubert, Paul Valéry, Saint-John Perse, René Char e Jacques Derrida. Interessato alle dinamiche sottese alla creazione del testo, Agosti ha pubblicato numerosi volumi di saggi privilegiando un’esegesi psicanalitica, linguistico-strutturale e semiologica.

I primi volumi, ovvero “Il cigno di Mallarmé” (Silva, 1969; nuova edizione Pratiche, 1994) e soprattutto “Il testo poetico” (Rizzoli, 1972), annunciano la nascita di uno sguardo ermeneutico nuovo nel panorama della critica italiana. Infatti, se per un verso Agosti si rifà ai modelli francesi allora recentissimi (Benveniste, Lacan, Foucault, Greimas e Derrida), per l’altro verso, egli appare in Italia come un caso unico, legato soltanto al magistero di Gianfranco Contini.

La sua bibliografia comprende tra gli altri titoli: “Cinque analisi: il testo della poesia” (Feltrinelli, 1982); “Modelli psicanalitici e teoria del testo” (Feltrinelli, 1987); “Enunciazione e racconto: per una semiologia della voce narrativa” (Il Mulino, 1989); “Il Fauno di Mallarmé” (Feltrinelli, 1991); “Critica della testualità: strutture e articolazioni del senso nell’opera letteraria” (Il Mulino, 1994); “Realtà e metafora: indagini sulla Recherche” (Feltrinelli, 1997); “Forme del testo: linguistica, semiologia, psicoanalisi” (Cisalpino, 2004); “Baudelaire. Dal fango all’oro” (Il Saggiatore, 2019).

Agosti ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il premio di francesistica “Terme di Saint-Vincent” (1996), assegnato al volume “Critica della testualità” (Il Mulino, 1994), il Premio Francesco De Sanctis per la Critica letteraria (2010), assegnato al volume “Il romanzo francese dell’Ottocento. Lingua forme genealogie” (Il Mulino, 2010) ed è stato insignito dal governo francese dell’onorificenza di Cavaliere della Legion d’Onore.

Agosti si è occupato anche di poesia italiana del ‘900. Ha curato l’edizione delle “Poesie (1938-1972)” di Andrea Zanzotto, autore di particolare affinità poetica, presso Mondadori nel 1973. Con il saggio “L’esperienza di linguaggio di Andrea Zanzotto”, che introduce l’opera completa del poeta pubblicata nel 1999 da Mondadori nella collana “I Meridiani”, Agosti tratta il problema del rapporto del soggetto con il linguaggio nell’opera zanzottiana.

E’ autore dei libri: “Poesia italiana contemporanea: saggi e interventi” (Bompiani, 1995); “Il lago di Montale” (Interlinea, 1996); “Linguistica del poetico” (Schena, 1996); “La parola fuori di sé: scritti su Pasolini” (Manni, 2004); “Grammatica della poesia: cinque studi” (Guida, 2007).

Nato nel 1930 a Caprino Veronese, Agosti si è laureato in lettere all’Università di Bologna (1954) con una tesi sulle “Operette morali” di Giacomo Leopardi (relatore Francesco Flora). Lettore di italiano per un biennio al Collège de Garçons di Grenoble, ha poi insegnato francese per alcuni anni nelle scuole secondarie italiane, cui ha fatto seguito un periodo di attività editoriale a Milano presso la casa editrice Rizzoli.

Nel 1970 viene assunto in qualità di professore incaricato di lingua e letteratura francese, contemporaneamente, nelle Università di Bari e di Venezia, incarico che, dall’anno successivo (1971) decide di conservare solo per Venezia. Nel 1976 è nominato professore ordinario di lingua e letteratura francese sempre presso l’Università di Venezia. A partire dal 1976 assume anche la direzione dell’Istituto di Francese della Facoltà di Lingue e letterature straniere di Ca’ Foscari, che mantiene per più di dieci anni.

Stefano Agosti ha tenuto conferenze, lezioni e seminari su invito di varie università e istituzioni culturali italiane e straniere di primo piano: fra queste ultime, a Mosca, Kiev, Helsinki, Lisbona, Ginevra, Berna, Losanna, Friburgo, e soprattutto a Parigi, in sedi prestigiose come l’École des Hautes Études, la Sorbona e il Collège de France, dove ogni anno presentava i propri contributi di ricerca nell’ambito dei seminari sulla poesia organizzati da Yves Bonnefoy.


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