Senza categoria

Anas ‘Indiana Jones’ sulla via della Magna Grecia

Il binomio infrastrutture-archeologia e il potenziale che deriva dalla valorizzazione dei reperti portati alla luce durante i lavori Anas (Gruppo Fs Italiane) per la nuova Statale 106 Jonica, nel cuore della Magna Grecia, sono al centro del secondo volume scientifico-divulgativo della collana ‘I percorsi dell’Archeologia’ dal titolo ‘Tra il Torbido e il Condojanni – Indagini archeologiche nella Locride per i lavori Anas della nuova 106 (2007-2013)’. “Lo sviluppo sostenibile -sottolinea il presidente di Anas, Claudio Andrea Gemme- che da tempo è tra le priorità di Istituzioni, aziende e opinione pubblica ha diverse declinazioni. Una molto importante è la valorizzazione archeologica. L’Italia possiede un patrimonio archeologico unico al mondo e spesso i lavori per una nuova strada o una ferrovia sono una grande occasione di scoperta e di restituzione al Paese di un patrimonio perduto. In passato, la ‘sorpresa archeologica’ è stata vista dalle stazioni appaltanti come una sorta di ‘sventura’ o impedimento per la celere prosecuzione dei lavori. Oggi siamo riusciti a ribaltare questa percezione trasformandola in una concreta occasione di sviluppo sostenibile nella sua dimensione sociale”.

Il libro, il cui titolo rimanda a due corsi d’acqua in Calabria, edito da Rubbettino, è stato presentato ieri pomeriggio nella sede dell’Associazione Civita in Piazza Venezia a Roma. L’incontro, moderato dalla giornalista del Tg1 Maria Rosaria Gianni, ha visto la partecipazione di esperti del mondo delle infrastrutture e dell’archeologia, Claudio Andrea Gemme, Presidente di Anas, Antonella Freno, Presidente dell’Istituto Europeo di Cultura Politica Italide, Guido Perosino, Presidente di Archeolog, e Ilaria Maggiorotti, Responsabile Asset Immobiliari di Rfi e membro del Consiglio Direttivo di Archeolog, ha introdotto gli interventi Rossella Agostino, curatrice del testo insieme a Maria Maddalena Sica. Il volume scientifico-divulgativo, uscito nelle librerie a febbraio 2019, illustra e argomenta i reperti ritrovati da Anas durante i lavori per la nuova Statale 106 Jonica nel territorio calabrese della Locride meridionale, tra i comuni di Marina di Gioiosa Jonica Sant’Ilario. Le sinergie fra Soprintendenza e Anas hanno permesso di ritrovare reperti che vanno dal Neolitico (VI millennio a.C.) all’età tardoantica/altomedievale (V-VII secolo d.C.), abbracciando un arco temporale di oltre 6.500 anni. “I risultati di queste indagini – ha dichiarato Agostino – aprono una finestra sul territorio locrese, quello più vicino alla città, finora poco approfondito da studi e programmi di ricerche. La scoperta di siti eccezionali e singolari testimonianze rappresentano un unicum nel panorama del patrimonio archeologico dell’Italia meridionale. Nel corso dei lavori della variante della nuova statale 106 si è messo in atto un percorso collaborativo tra Anas e l’allora Soprintendenza archeologia della Calabria per consentire, da un lato, la prosecuzione dei lavori stradali senza dover considerare il ritrovamento archeologico un intralcio alla realizzazione dell’opera”.

Esemplari significativi di queste eccezionali scoperte sono una struttura fortificata del Bronzo antico (fine III-inizio II millennio a.C.), rinvenuta a Siderno in località Santimarini a ridosso della diga del Lordo, e il sito pluristratificato di Canneti nel comune di Locri (VIII-IV secolo a.C.). In quest’ultimo, i resti carbonizzati di una piccola imbarcazione costituiscono il fulcro di uno straordinario quanto peculiare atto rituale che, poco conosciuto archeologicamente, testimonia una eccezionale procedura funerario-cultuale legata al mondo della religiosità antica. A conclusione delle indagini sul campo, grazie ai finanziamenti Anas, è stata effettuata una prima pulitura del materiale mobile e allestiti degli spazi per la conservazione e lo studio del materiale ritrovato all’interno del Parco archeologico. Contestualmente, all’interno della nuova sezione del Polo museale locrese, è stato dedicato all’esposizione un intero piano. La collana ‘I percorsi dell’archeologia’ fa parte di una delle iniziative promosse da Archeolog, la prima associazione Onlus del Gruppo FS Italiane dall’alto valore scientifico, costituita da Anas, Quadrilatero Marche Umbria, RFI S.p.A. ed Italferr S.p.A. con lo scopo di reperire i fondi necessari per restaurare, conservare e valorizzare le testimonianze archeologiche portate durante la realizzazione di strade e ferrovie. Il primo volume ‘L’archeologia si fa strada. Scavi, scoperte e tesori lungo le vie d’Italia’ era stato presentato nel gennaio 2018 e racconta alcune significative scoperte emerse nel corso dei lavori promossi da Anas


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE