Sanità

Gestazione per altri, non e’ un capriccio, nessun “utero in affitto”

Gestazione per altri, non e’ un capriccio, nessun “utero in affitto”, ma una grande manifestazione di coraggio e solidarieta’

  • Maria Sole: “Siamo in 6.000 in Italia a esser nate senza utero, altre migliaia le impossibilitate a portare avanti una gravidanza” 
  • La proposta di legge Associazione Coscioni, che prevede il rispetto di tutti i diritti umani 

“Mi chiamo Maria Sole, sono una cittadina Italiana, donna, moglie e in età fertile a cui la natura ha regalato una sindrome rara. Sono nata con un abbozzo di utero che nemmeno una operazione di molte ore eseguita con tecniche di robotica avveniristiche è servita a rendere utilizzabile per una nascita. Altre ragazze nascono con forme più gravi della malattia, devono sottoporsi alla ricostruzione della vagina e quindi a più interventi chirurgici. Donne sane ma prive di alcuni degli organi che consentirebbero una gravidanza.
In Italia siamo oltre 6000 a esser nate senza utero a causa della sindrome di Rokitansky e solo di recente si è presa consapevolezza anche dell’alto numero di donne a cui l’organo è stato asportato per via di un tumore o di endometriosi. Altre migliaia di donne non possono intraprendere o portare a termine una gravidanza per altre cause legate alla salute.  O perché dello stesso sesso.

La medicina mi ha dato una possibilità che si chiama Gestazione per altri” conclude Maria Sole, che  sta portando avanti la propria battaglia insieme a Associazione Luca Coscioni – la realtà che si batte per la libertà di ricerca e  la tutela delle libertà civili in ogni fase della vita.

La Gestazione per altri non è un capriccio, ma una delle più grandi manifestazioni di coraggio e solidarietà. Per questo non si dovrebbe impropriamente parlare di “Utero in affitto”, ma di Gestazione solidale per altri.

Ora in Italia ci sono due proposte di legge, pensate per consentire a tutti gli attori coinvolti la massima tutela in termini di diritti umani. Se le circostanze impedissero a una persona o a una coppia di portare avanti una gravidanza, cosa ci sarebbe di immorale nell’avere un figlio in una maniera alternativa, ovvero affidando la gestazione a un’altra donna che, consapevolmente e al riparo dalla legge, decide di dare alla luce una vita? Per queste persone, le tecniche di fecondazione medicalmente assistita hanno fornito risposte: la Gestazione per altri, tecnica vietata in Italia dalla Legge 40 sulla Fecondazione Assistita. Il dibattito su questo tema spesso è violento e di chiusura, ma solo con una norma adeguata si possa agire contro ogni forma di abuso e illegalità, evitare discriminazioni e violazioni dei diritti fondamentali.

  • LA LEGGE 40 E LIBERTA’ CONQUISTATE NEI TRIBUNALI DA ASS.COSCIONI E L’AVV. FILOMENA GALLO

“Faro del nostro lavoro è in particolare il diritto alla salute, ai benefici della scienza e all’autodeterminazione e la tutela del superiore interesse del minore – racconta l’Avv. Filomena Gallo (Associazione Luca Coscioni), il simbolo in Italia della battaglia alle ingiuste privazioni inizialmente imposte dalle Legge 40 in materia di Procreazione medicalmente assistita, capaci addirittura di negare, a potenziali mamme affette da malattie genetiche, la possibilità di sottoporsi a diagnosi preimpianto così da evitare trasmissioni di malattie genetiche ai propri figli o andare incontro a un numero infinito di dolorosi aborti e sofferenze. Violenze via via scardinate grazie a lunghe azioni nei tribunali. Tra gli ultimi divieti rimasti resta quello della Gestazione solidale per altri, tecnica utilizzata ugualmente dagli italiani, ma all’estero, in paesi dove è normata, ma con enormi problemi per i neogenitori al rientro in Italia.

  • LE PROPOSTE DI LEGGE DI ASS.COSCIONI

“Associazione Luca Coscioni con l’associazione Certi Diritti, e Famiglie Arcobaleno, è una delle realtà firmatarie di una proposta di legge completamente impostata sul concetto di solidarietà tra un genitore naturalmente fertile e un altro altrimenti impossibilitato da condizioni di fatto che configurano l’impossibilità di una gravidanza – continua Gallo. Nello specifico si prevedono una serie di tutele volte ad assicurare che le parti ricevano adeguato monitoraggio medico e siano consapevoli e rispettose della reciproca situazione sociale, economica e giuridica. Affermiamo il diritto umano alla scelta, all’autodeterminazione e alla felicità offerto nel pieno rispetto di tutte le persone e di tutti gli altri diritti umani coinvolti, compreso quello alla scienza, contro qualsiasi forma di sfruttamento e abuso. Centrale nella proposta normativa è la disciplina relativa allo status del minore nato in seguito a GPA e alla redazione del suo atto di nascita. Riteniamo che solo una normativa adeguata possa evitare abusi, illegalità, situazioni che invece i proibizionismi determinano”. 

Nel testo in sintesi viene chiesto al Parlamento:

  • di normare le modalità di accesso per la realizzazione di una tecnica di fecondazione medicalmente assistita alla base di un percorso che consente di avere un figlio a chi non può;
  • di intervenire alla luce del progresso scientifico e culturale che oggi riconosce nella gestazione per altri una concreta possibilità di un figlio.

Le innovazioni in campo scientifico, a cui è socialmente lecito potersi adeguare, propongono situazioni nuove e diverse nelle quali l’evento della nascita è aiutato dalla ricerca che prevede la fecondazione in vitro. Con una legge sulla  GPA solidale, si coglie la possibilità di usufruire dei benefici della ricerca basandosi sulla libertà di scelta nella piena tutela di una legge che metta al riparo da qualsiasi forma di illegalità e violazione dei diritti fondamentali.


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