Cronaca

Investiti due bambini da un suv: il guidatore sotto effetto di alcool e droga

Nel ragusano si è verificato un drammatico incidente, in cui un suv ha travolto due cuginetti nei vicoli del paese. Il conducente, un pregiudicato, dopo l’omicidio stradale è fuggito 

 

Intorno alle 21 di ieri sera, a Vittoria, in provincia di Ragusa, è avvenuto un grave incidente che ha causato la morte e il ferimento di due ragazzini di 11 e 12 anni. I due bambini, cugini diretti, stavano giocando nei vicoli del centro storico del paese, quando improvvisamente è giunto un suv a grande velocità che li ha travolti all’istante. Alla guida del veicolo c’era Rosario Greco, un pregiudicato 34enne del posto, che è stato arrestato dalla polizia di Stato accusato del reato di omicidio stradale. 

La dinamica dell’incidente, raccontata dai molti testimoni presenti ma anche grazie alle immagini schiaccianti mostrate dai vari impianti di videosorveglianza installati nei dintorni del luogo dell’episodio tragico, si è svolta in un lasso di tempo breve, poiché la Jeep Renegade ha effettuato un sorpasso avventato in prossimità del vicolo in cui giocavano i ragazzini, travolgendoli. Il guidatore, ignaro della presenza dei bambini, ha accelerato, in una zona non consona, investendoli in pieno. In seguito si è acclarato che Greco era in uno stato di alterazione delle sue capacità psico-fisiche, guidando sotto l’effetto di alcool nonché di sostanze stupefacenti. Purtroppo sciaguratamente uno dei cugini, Alessio D’Antonio è rimasto ucciso, morendo sul colpo, l’altro cugino, Simone, è stato gravemente ferito e versa in condizioni precarie, avendo già subito la mutilazione di entrambe le gambe. 

Rosario Greco al momento dell’impatto viaggiava a bordo dell’auto con altre tre persone, di cui due con precedenti penali. I quattro dopo l’investimento dei bambini, sono fuggiti senza prestare soccorso alle vittime, per timore di ritorsioni contro di loro da parte della gente del quartiere. Graco dopo poco tempo è stato rintracciato dalla polizia e condotto in stato di arresto con l’accusa di omicidio stradale aggravato dallo stato di ubriachezza. Gli altri tre personaggi, Angelo Ventura, figlio di Giambattista Ventura, capomafia di Vittoria, Alfredo Sortino, con diversi precedenti penali alle spalle e Rosario Fiore, dopo la fuga iniziale, in un secondo momento si sono ravveduti e recati in commissariato per costituirsi e dare il proprio contributo agli inquirenti fornendo la ricostruzione dell’esatta dinamica dell’incidente mortale. I tre accompagnatori sono stati denunciati per omissione di soccorso e favoreggiamento nei confronti del conducente reo Rosario Greco. 

Gli agenti di polizia dopo aver scovato Greco e una volta portatolo in caserma, gli hanno riscontrato un tasso alcolemico molto superiore alla soglia consentita, e che lo stesso aveva assunto della sostanza psicotropa del tipo cocaina. Mentre sul luogo teatro dell’incidente, il personale inquirente e quello medico giunti in via IV Aprile, hanno preso immediatamente atto della tragicità dell’evento e si sono prontamente adoperati per condurre i bambini d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale ‘Guzzardi’ di Vittoria e successivamente presso il Policlinico di Messina. Simone è stato trasportato in eliambulanza al Policlinico ma le sue condizioni erano già troppo compromesse, i medici non hanno potuto preservargli l’utilizzo delle gambe poiché erano state quasi completamente tranciate dall’auto in corsa. 

Il Comune di Vittoria, sciolto da tempo per infiltrazioni mafiose, attualmente è amministrato dal prefetto Filippo Dispenza congiuntamente a Gaetano D’Erba e Giovanna Termini. Il prefetto Dispenza, sinceramente provato dalla scabrosa vicenda, ha rilasciato un suo comunicato per esprimere tutta la sua riprovazione per l’accaduto: “E’ un dolore profondo per noi e per tutta la comunità. E’ inaudito che la città sia ostaggio di questi criminali. Ho già interessato l’ufficio legale del Comune. Ci costituiremo parte civile nel processo a difesa della città e di tutti i cittadini per bene contro questi delinquenti”.     

 

di Monica Montanaro


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