Friuli Venezia Giulia

Crescere nella legalità a Trieste

“Crescere nella legalità”, secondo il Prefetto di Trieste, Valerio Valenti, è lo spirito che deve contraddistinguere lo sviluppo del Porto di Trieste e che, ancora, questa mattina ha visto l’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale e la Trieste Marine Terminal spa sottoscrivere, presso il Palazzo del Governo di Trieste  l’”Intesa di legalità per l’ammodernamento e l’allungamento del Molo VII del Porto di Trieste”..

Il documento, che segue le analoghe intese sottoscritte alla presenza del Ministro Salvini lo scorso 5 luglio per il Porto e l’area del “Porto Vecchio” di Trieste, prevede una serie di coordinate misure per verifiche e accessi ai cantieri a fini preventivi contro i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei lavori che saranno a breve avviati per adeguare il Molo VII ai sempre maggiori flussi di traffico che stanno interessando lo scalo portuale giuliano.

L’iniziativa  si connota per il fatto che, fuori dalle ordinarie procedure, si prevede l’intervento degli apparati statali, ordinariamente previsto  per le verifiche antimafia negli appalti pubblici, nell’ambito di una importante opera finanziata esclusivamente con capitali privati e realizzata da un soggetto privato.

La Trieste Marine Terminal, uno dei maggiori operatori di logistica, ha infatti voluto che l’appalto e tutte le attività che ne seguono venissero portate al vaglio di legalità sotto il profilo  dei rischi di infiltrazione della criminalità organizzata e della prevenzione della corruzione.

Abbiamo fortemente voluto questo documento” – ha detto il Presidente della TMT spa, Zerbini – “e certamente,  grazie a come sono strutturate, le fasi dei controlli non saranno in dissonanza con l’interesse alla celerità dei lavori”.

Sono soddisfatto – ha poi rimarcato il Prefetto Valenti – perché ho avuto modo di apprezzare la buona volontà di operatori pubblici e privati  cui non sfuggono le responsabilità connesse al particolare momento di sviluppo del territorio e che qualificano in positivo il rapporto di collaborazione tra pubblico e privato”


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