Politica

Pd: Renzi, ‘via dal partito se fa accordi con il m5s’

“Se vorranno fare un accordo con chi ci dice che siamo il partito dell’elettroshock e che ruba i bambini alle famiglie, vadano loro a spiegarlo alla nostra gente. Io non ci sarò…”. E’ quanto dice Renzi in una intervista a Mario Baresi de La Sicilia. “Non starò mai con i Cinque Stelle – dice – E i loro valori quali sono? La lotta ai vaccini, il rifiuto della scienza, la mancanza di democrazia interna, il giustizialismo, la lotta contro la competenza, l’elogio di chi non studia, l’assistenzialismo? Non scherziamo… L’accordo con i Cinque Stelle serve solo per trovare una cura a qualche politico dem di lungo corso in crisi di astinenza. Astinenza da poltrona”.

Renzi si mostra freddo poi sull’asse fra il dem Luca Sammartino e il forzista Gianfranco Miccichè in Sicilia: “Esiste un grande tema dei moderati, ma non mi piace la somma di ceti politici”, partendo dalla certezza che “la grande tradizione cattolica democratica siciliana non può finire in un contenitore bislacco guidato da un istigatore seriale di odio come Matteo Salvini”. Il leader della Lega e Luigi Di Maio «”litigano su tutto e alla fine spesso arrivano a copiare le cose che avevamo proposto noi”. Magari “alla fine accetteranno persino il Ponte sullo Stretto”, opera che “peraltro io ritengo fondamentale per la Sicilia, nonostante tutti gli insulti che ho preso quando l’ho rilanciata”. L’ex premier rivendica il suo impegno: “Col mio governo il più grande e sistematico investimento sul Sud”. E a Nello Musumeci (“rispetto per la persona, ma oggi fa lo spettatore di Zaia…”) dice: “Prima di chiedere un Piano Marshall per l’Isola, spenda i quattrini che abbiamo messo noi”, ricordando al governatore che “la Sicilia è uscita dal dibattito nazionale.

Renzi, nell’intervista, parla di tanti altri temi nazionali e regionali. E rivela un mezzo rimpianto su Rosario Crocetta. “Se gli avessi staccato la spina sarebbe cambiata la storia del centrosinistra regionale? Forse sì, molti miei amici me lo rinfacciano”. Ma, precisa, “non ho mai preso decisioni da Roma” e “non ho mai commissariato nessuno, io”, perché “il Pd è un partito democratico. O forse lo era…”.


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