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Il volto del Bari dopo le amichevoli, tra certezze ed incertezze

Reduce da due gare dai contorni realistici e non amichevoli che il Bari non ha assolutamente preso sottogamba come potrebbero fare altre squadre, quasi fossero gare di campionato, la squadra di Cornacchini ha mostrato qualche certezza e alcune incertezze, tipiche di questo periodo. Si è intravista, ad esempio, nel corso delle gare contro il Pisa ed in quelle del trofeo salernitano, grande compattezza e grande capacità di sofferenza pur di raggiungere il risultato tralasciando il “gioco”, tipica caratteristica dell’allenatore che – si sa – bada sempre al sodo, e evidenziando grande concretezza, solidità, e non è una coincidenza che i baresi non siano mai stati sconfitti, subendo solo due reti contro il Pisa al cospetto di una difesa del tutto improvvisata con Perrotta arrivato il giorno prima e, dunque, senza alcuna sintonia con Di Cesare e i terzini che, quanto meno, hanno avuto il tempo di abbozzare qualche intesa sia pur embrionale. Tra le altre cose, non sarà casuale che il Bari ha battuto due squadre di serie B, dunque di categoria superiore, ed abbia pareggiato con una pari grado che, sulla carta, si presenta come un’altra corazzata. Ha fatto sensazione la robustezza difensiva mostrata in campo da Di Cesare & C. ma anche il centrocampo. Giocatori come Di Cesare, Perrotta, Sabbione, Hamlili, Folorushno, han dimostrato di primeggiare nei loro reparti con grande senso della posizione e della concretezza, senza dimenticare qualche giocata determinante come, ad esempio, l’assist di Hamlili per Scavone che ha suggellato il gol vittoria contro la Salernitana. Facile pensare che questi giocatori, oltre che migliorare alla distanza, possano risultare determinanti nell’economia della squadra. Oltre alla robustezza e alla concretezza, si son visti in campo i valori oggettivi dei terzini che han dimostrato di saperci fare con le doppie fasi difensive e d’attacco, con i recuperi indispensabili nel gioco, con Costa – che è uno a cui ci riferiamo – che ha dimostrato assoluta padronanza in quel tipo di gioco, un giocatore che, non a caso, proviene dalla serie A. Poi c’è Hamlili, che avrebbe dovuto lasciare il posto a Schiavone (ancora in fase di recupero forma) ed invece si trova a fare il titolare inamovibile, e che ha dimostrato grande senso della posizione, dinamismo e corsa. Anche Frattali escludendo Fiorentina e Pinè per i quali è stato ingiudicabile, ha mostrato tra Pisa e torneo di Salerno, qualità ed istinto sventando la minaccia in diverse occasioni. Anche lui, naturalmente, proveniente dalla serie A. E di Antenucci ne vogliamo parlare? Il giocatore, con quel gol a Storo contro il Pisa, un gol da autentico bomber di razza, ha messo i cosiddetti puntini sulle i su chi sarà il titolare nella squadra, un giocatore che non si può discutere. In realtà dovremmo parlare di tutti, uno ad uno, ma per adesso preferiamo parlare di ciò che si è visto nettamente in campo tralasciando i giocatori, sicuramente forti, ma ancora ingiudicabili.

Per contro si è intravista una condizione fisico-atletica e la velocità ancora approssimativa come è logico che sia, del resto. Non si può pretendere di essere al top di primo agosto. Lo ha confermato anche Cornacchini nel corso della conferenza stampa dell’Arrechi nel post gara. In effetti contro la Reggina si è assistito ad una manovra lenta, impacciata con alcuni giocatori lontani dal mostrare ritmi adeguati. Fanno specie le condizioni di Bolzoni che, oltre a qualche errore nel disimpegno, è apparso lento. Su di lui c’è il Palermo che lo vorrebbe nella propria rosa in serie D. Poi c’è Feola che, dopo un anno vissuto tra infortuni e panchina, sta cercando di recuperare il terreno perduto, un giocatore che Cornacchini ha voluto confermare nella rosa. Per D’Ursi c’è ancora tempo per poterlo giudicare anche se lo stesso giocatore è uscito dal terreno di Salerno toccandosi la coscia destra manifestando qualche problema: speriamo non si tratti di nulla di grave. Si aspetta ancora il contributo di Floriano alle prese con una brutta distorsione alla caviglia subita a Bedollo che, comunque, è in fase di recupero totale. Infine c’è ancora Schiavone da valutare, anche lui con qualche problema fisico da smaltire.

Insomma, certezze d incertezze a parte, sembra che la strada tracciata da Cornacchini sia efficace, ma sarà il tempo a stabilire se questa è la strada giusta o meno. L’idea è quella che anche quest’anno potrebbe latitare il “gioco” che dovrebbe lasciare il posto al “sodo”. Speriamo che i tifosi, ove dovessero andare così le cose, non se la prendano troppo.

Intanto il mercato sembra avere ancora qualche colpo di coda. Detto di Ferrari già a Bari da martedì scorso ma che non può allenarsi in quanto manca ancora il nullaosta, si parla della possibilità di arrivare a Cissè, giocatore già passato da Bari nel 2017-18 confezionando 32 presenze e solo 4 gol. Tale ipotesi si potrebbe concretizzare solo in caso di qualche uscita. Ed è naturale che il pensiero vada a Simeri che, tuttavia, vanta diversi estimatori anche se il giocatore vorrebbe rimanere a Bari sospinto anche dalla volontà della piazza del tifo barese.

 

Massimo Longo


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