Sicilia

Mano criminale, manu militari

Giuseppe Maria Amato

La Sicilia, come anche la Sardegna, è sotto assedio. Sotto assedio di un esercito informale ma agguerritissimo. E negli ultimi giorni le perdite causate da questa azione militare sono ingentissime. Già lo vivemmo negli ultimi due tre anni e quest’anno il quadro si fa ancora più vivido.
Un tempo gli incendiari si limitavano a colpire campi e boschi lontani dalla gente, dalle case, dalla vita quotidiana. Oggi gli incendi sono quasi solamente incendi prossimi o addirittura interni ad aree di densa presenza umana. Lo fu quello tragico dell’agriturismo del messinese, lo furono quelli di Enna, Piazza Armerina e Cefalù degli ultimi due anni.
Negli ultimi tre giorni il fuoco ha distrutto interamente due ville ed altre due le ha gravemente danneggiate, ha seminato il terrore tra gli abitanti ed i turisti in vacanza a Scopello, Cala m’piso, Monreale, Palermo, Termini, Lipari, persino a Petralia Soprana dove, finalmente raggiunto l’ambito traguardo della nomina a Borgo dei Borghi, il prezioso paese si è visto giungere le fiamme sino alle finestre della meravigliosa chiesa della Madonna di Loreto. Fiamme lì dove mai erano giunte, fiamme incastrate tra i palazzi di Madonnuzza e le pareti rocciose dell’antica cittadina. 
Gente impaurita ed evacuata, gente terrorizzata e inviperita, milioni di Euro persi al vento, auto incenerite, notti passate a immaginare e temere il crepitio delle fiamme…
In tutto questo la rilassata inefficienza di un governo regionale che non ha capito ancora di governare.
Il sistema del Corpo Forestale al collasso, le misure di contrasto messe in ginocchio da una burocrazia malata. 
Musumeci annuncia un prossimo concorso per rimpinguare l’oramai asfittico Corpo Forestale, io aggiungerei “magari”.
Magari ci si rendesse conto della importanza di quel corpo di polizia, magari ci si rendesse conto della necessità di tirar fuori questi uomini dalla incredibile situazione di improvvisazione alla quale sono giunti. Uomini senza mezzi, oramai con numeri infinitesimali, con aree immense da controllare, con tempi che non di rado non tengono conto delle stagioni e, soprattutto, delle condizioni climatiche che impongono ed imporranno torride e lunghe estati.
Va fatta un’azione preventiva tra la gente, vanno stanati e puniti gli incendiari. Lo scrissi tempo addietro, è impossibile che mentre persino tra i quadri di Cosa Nostra si giunge al “pentitismo”, mai un cornuto incendiario sia stato preso dal “pentimento”, sia stato denunciato da chi certamente sa.
Si rende quindi necessaria un’azione di recupero della capacità di autodifesa della società civile.
Nel frattempo, da ora, da ieri, la Sicilia necessità l’esercito schierato contro il fuoco. Ora, ORA.


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