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Il Bari la squadra da battere ma occorrerà umiltà

Nonostante le solite insidie che si nascondono in ogni campionato (si ricordino quelle dello scorso anno), il Bari è, senza dubbio, la squadra meglio attrezzata e la squadra da battere, quella squadra che tutte le concorrenti, dalle “piccole” – ovvero da quelle che, vuoi per scarsa disponibilità, vuoi per convinzione, hanno abbandonato l’idea di rafforzarsi dal momento che, oltre al Bari, ci sono almeno quattro squadre molto più forti – alle “grandi”, si batteranno alla morte mettendo in campo il solito 101 % rispetto ad altre gare, come, appunto, è capitato in serie D lo scorso anno allorquando tutte le partecipanti giocarono alla morte col cuore e non con la testa (basta ricordare Cittanovese, Roccella, Nocerina e Turris che, sostanzialmente, fecero poco per meritare la vittoria e, nel contempo, costrinsero il Bari a disputare gare di scarso impegno).

La gran parte dei giocatori, tra l’altro, proviene da categorie prestigiose come la A e la B (ma anche dalla C, però esperti di categoria), tutti giocatori che hanno sposato il progetto De Laurentiis a cominciare da Antenucci e Costa che avrebbero potuto proseguire il loro campionato in serie A tranquillamente.

Quello C è un girone difficile, duro, dove spiccano squadre tradizionalmente ostiche che, comunque, si sono rinforzate nonostante la corazzata Bari, squadre come la Ternana, il Catania, il Catanzaro e la Reggina, senza contare le solite due-tre sorprese che notoriamente si aggiungeranno alle favorite, squadre che vestiranno l’abito delle antagoniste della squadra di Cornacchini. Per tutte le concorrenti, il Bari rappresenterà la gara più attesa della stagione, e questo Bari, almeno sulla carta, ha tutti i numeri per farsi trovare pronto alla “pugna”. Del resto l’allenatore biancorosso è riuscito a gestire la squadra in serie D con saggezza limitando al minimo gli errori, costruendo parallelamente una squadra da vertice distanziando la seconda di una decina di punti. Ed un motivo si sarà, nonostante la latitanza, spesso, del gioco. Infatti Cornacchini è un allenatore che bada al sodo più che allo spettacolo raggiungendo, comunque, l’obiettivo prefissato.

Certo, occorrerà spesso sporcarsi le mani, evitando di giocare col fioretto soprattutto contro le “piccole” dove occorrerà umiltà e consapevolezza delle proprie forze, ed il Bari ha risorse umane dotate di fisicità e di qualità, caratteristiche che dovranno costringere le altre squadre a proporre un atteggiamento più prudente.

Nel reparto d’attacco il Bari ha diverse frecce da scoccare, sia come centravanti, sia come ali esterne, reparto che potrebbe presentare il collaudato 4-3-3 con gli inserimenti di Folorunsho, Scavone ed Hamlili, senza dimenticare le prestazioni di Schiavone e, all’occorrenza, di Feola e di Bolzoni (sempre che qualcuno di questi due non abbandoni il Bari), ed il 4-4-2 con Ferrari e con Antenucci (o Simeri) in avanti, e due tra Kupisz, D’Ursi, Floriano, Neglia e Terrani come esterni di centrocampo, tutti giocatori votati ad attaccare e a puntare l’uomo e spesso determinanti.

Il resto lo dovranno fare i tifosi contribuendo a spingere il Bari il più in alto possibile, e i numeri della campagna abbonamenti, al 5 agosto, è da primato. I tifosi sanno già come si spinge la squadra verso i risultati, son collaudati, spinta che dovrà servire a puntare alla promozione in serie B.

 

Massimo Longo


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