Cronaca

Città in un mare di droga: 1 profugo nigeriano su 3 spaccia

Gli “spacciamorte” si confondono nel traffico, si infilano nelle viuzze, si perdono veloci tra la gente che passeggia.

Sono tutti nigeriani o profughi in mano ai clan nigeriani. Individui che non hanno paura di nulla perché nulla hanno da perdere. Non contano le coltellate e non conta la galera. Le loro guerre per il territorio le hanno vinte, con i loro competitor: marocchini, tunisini o algerini. Spazzati via dal mercato grazie ai rinforzi traghettati in Italia da Pd e Ong.

Non che gli altri immigrati scherzassero, ma se a un coltello opponi un machete, il machete vince.

Un biker di colore su tre è un pony express della droga. Se i numeri dell’esperto sono corretti, significa che su ogni barcone uno su tre sono spacciatori. Ci sembrano numeri ottimisti.

La loro organizzazione è perfetta, sicura ed efficiente. Molto del loro successo nasce dal passaparola tra chi “usa questo servizio” e dai fogliettini con i loro numeri di telefono che, gli “spacciamorte”, distribuiscono ai nuovi clienti per fidelizzarli. ‘Fannorete’, come i gretini del Pd su Twitter.

Un metodo che piace a tutti e a tutti i livelli: dallo studente al commercialista, dal barista all’avvocato. Non esiste neanche più la cocaina considerata come “droga” dei ricchi. Per pochi euro, a seconda della qualità, puoi averne senza problemi.

Un prezzo accessibile a tutti, studenti compresi. Una “politica di mercato” orizzontale, che possa essere a disposizione per ogni genere di tasca e di età. Il caso delle studentesse di Thiene insegna.

Il riciclo degli “spacciamorte” è continuo, figlio anche di un esodo migratorio. Sono la cosiddetta “carne da cannone”, i sacrificabili. E per questo senza molte remore morali.

Questo accade in tutte le città italiane.

Lo dobbiamo al Pd. Alla folle politica di avere traghettato oltre mezzo milione di africani in Italia nel giro di pochi anni: ong e governo italiano hanno lavorato – non si sa quanto inconsapevolmente – per la Mafia Nigeriana.

La presenza sempre più massiccia di questi spacciatori low-cost disposti a tutto, e continuamente sostituibili, ha reso il traffico estremamente lucroso. Perché ha reso possibile ai Nigeriani l’abbassamento del prezzo e quindi una diffusione più ampia. E poi Pamela muore.

L’immigrazione uccide ragazzini e adulti che vengono risucchiati nel dramma della droga. Di tutto questo sono responsabili quei criminali che oggi starnazzano contro il governo populista. Quei vescovi e giornaletti ‘cattolici’ che non ne hanno ancora abbastanza.

Ad ogni italiano che muore di overdose, la siringa l’hanno passata Renzi, Boldrini, Gentiloni, Bergoglio e i vari trafficanti umanitari delle Ong.

Sono stati cacciati dal governo. Ma li dovremmo processare davanti al governo del popolo.


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