Economia e Finanza

Guerra dei dazi Cina -Usa

PARIGI -3,57%, PIAZZA AFFARI -2,41%. E WALL STREET PERDE L’1% I listini europei segnano profondo rosso dietro a Wall Street che registra una perdita nell’ordine dell’1 per cento.

Nel Vecchio Continente, dove gli investitori hanno accolto con preoccupazione l’innalzamento dei toni nella guerra sui dazi fra Usa e Cina, e’ Parigi la peggiore, con una chiusura in calo del 3,57%. Francoforte ha terminato in ribasso del 3,11% mentre Londra ha lasciato sul terreno il 2,34 per cento. Seduta in forte calo anche per la Borsa di Milano. L’indice Ftse Mib, in linea coi listini europei, ha chiuso in perdita del 2,41% a 21.046 punti.Le Borse europee vengono travolte dalla nuova guerra dei dazi e chiudono in profondo rosso sulla scia di Wall Street che perde oltre l’1%. Donald Trump ha infatti annunciato nuove tariffe sulle importazioni dalla Cina: Washington ha tassato al 10% altri prodotti cinesi per un valore di 300 miliardi di dollari dal primo settembre.

A Londra L’Ftse 100 arretra del 2,34% a 7.407,06 punti. A Francoforte il Dax scende del 3,11% a 11.872,44 punti e a Parigi il Cac 40 cede il 3,57% a 5.359 punti. A Milano l’Ftse Mib segna -2,41% dell’indice Ftse Mib, a 21.046 punti. Piazza Affari ha chiuso l’ottava con cospicue perdite complici le tensioni sui dazi scatenate dal tweet di Trump che annuncia nuove azioni contro la Cina da settembre. Pechino ha annunciato in mattinata che è pronta a reagire con “contromisure”. Il Ftse Mib è sceso del 2,41% a quota 21.046 punti. Chiusura poco mossa per lo spread tra Btp e Bund tedeschi, con il differenziale che ha terminato la giornata a 204 punti base e il tasso del decennale italiano che si è attestato all’1,54% sul mercato secondario.Sul parterre del listino milanese i peggiori sono i titoli maggiormente esposti al rischio dazi, in particolare le società con più spiccata dipendenza dall’export. Stm e Cnh Industrial hanno perso rispettivamente il 6,76% e il 6,67%. Molto male anche Pirelli (-6,9%).

Ferrari è scesa del 4,3% reagendo con nervosismo a conti trimestrali in linea con attese che però hanno evidenziato una decelerazione delle consegne. Fca è scesa del 3% complici anche i riscontri deboli arrivati dalle immatricolazioni in Italia a luglio: il gruppo è sceso di oltre il 19% a livello di vendite rispetto a un mercato sostanzialmente piatto. Il gruppo guidato da Mike Manley perde oltre 5 punti di quota di mercato dal 27,59% al 22,26%. Si tratta dei livelli minimi storici. Il gruppo Fca ha venduto il mese scorso 34 mila auto, portando il totale da inizio anno a quota 302 mila unità. Un calo a doppia cifra anche da inizio anno (-13%) che testimonia il momento molto difficile in attesa dell’arrivo di nuovi modelli sul mercato.Tra i pochi titoli in tenuta figurano le utility. Rialzo dello 0,43% per Terna. Enel è scesa dello 0,67% con i conti del primo semestre 2019 che vedono il risultato netto attestarsi a 2.215 milioni di euro contro i 2.020 milioni nel primo semestre 2018 (+9,7%) e un utile netto ordinario a 2.277 milioni (+20,3%). Crescita a doppia cifra per l’Ebitda che si è attestato a 8.907 milioni (+13,4%).

Tonfi in chiusura per le principali Borse europee, affossate dalla nuova escalation nello scontro commerciale tra Pechino e Washington. A Francoforte il Dax perde il 3,11% a 11.872,44 punti, a Parigi il Cac40 lascia il 3,57% a 5.359 punti e a Londra il Ftse100 cede il 2,34% a 7.407,06 punti. A Madrid l’indice Ibex perde l’1,56% a 8.897,6 punti.

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