Benessere

Amo l’estate perché

Amo l’estate per la sua luce d’agosto, quella di Faulkner, una luce «fulgida, nitida, come se venisse non dall’oggi ma dall’età classica». Ne amo le sfumature torride e giallastre, quelle insolite del tramonto, ancor di più nelle albe che diradano il buio a colpi d’ascia luminosi. Amo l’estate per la pioggia. La pioggia, sì. Quella che manca da troppo tempo, che quando arriva è sempre minacciosa — pioggia di temporali e di grandine — eppure mi piace l’odore della terra secca bagnata dalle prime gocce, dovermi riparare e sentire caldo, mentre fuori piove, a pianificare progetti nuovi per settembre. L’estate è la stagione del sogno. E poi amo l’estate per le cicale, che mi ricordano mentre sto lavorando che dovrei anch’io riposare, per il tempo che mi concede in più di leggere un buon libro. Le televisioni spente, i tablet e gli smartphone dimenticati in borsa e la ricerca mai appagata di una posizione comoda per la lettura sulla sabbia, tra gli scogli, in aereo. E poi, si può dire? La amo perché ci sveste, belli o brutti, nudi siamo tutti più vicini alla realtà, all’opposto di quegli intabarrati alieni che sembriamo d’inverno.

Amo l’estate per quel senso di comunità che si crea tra chi resta in città, piccole forme di solidarietà che nascono dalla solitudine. Siamo meno indifferenti, d’estate, ci soffermiamo un attimo in più di quanto non avremmo fatto in un’altra stagione. I ritmi si allentano, parcheggiare è più facile. Amo l’estate anche per le partenze, per l’eccitazione che si scorge negli occhi di chi sta per affrontare un viaggio, quel sottile strato di frenesia che ti cosparge il corpo come una crema solare protettiva e invincibile. Amo l’estate per il cinema all’aperto, per i concerti musicali, perché mangio più gelati, per i panni stesi al sole che si asciugano in un niente, per i soffi di vento che inaspettati arrivano e ti buttano giù le cose. Amo l’estate per i giri in motorino, il vento sulla faccia, l’aria calda che non fa male. La amo per il mare, per i tuffi, per la promessa di libertà, per la frutta colorata.

Per i buoni propositi. Quelli che saranno esauditi e quelli che lasceremo a marcire sotto l’ombrellone, in una baita di montagna o semplicemente a casa nostra. Cominceremo ad andare in palestra per davvero? Passeremo più tempo con chi amiamo? Lavoreremo di meno, ci dedicheremo di più agli altri? Non lo so. Però so che l’estate è il vero Capodanno in cui dovremmo disfarci degli oggetti vecchi e di quelli che non vogliamo più. Voltiamo pagina d’estate, molto più di quello che crediamo. Le difese si abbassano, i nostri pregiudizi diventano più flessibili. Se fosse estate tutto l’anno, saremmo tutti un po’ più felici.

Evelyn Zappimbulso


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