Politica

Pd-M5S, la strana alleanza. Bocciata la linea della Lega

CONTE IN AULA SENATO IL 20. SALVINI: PROSSIMA SETTIMANA TAGLIO PARLAMENTARI, POI ELEZIONI 

La mossa che spiazza Salvini: M5s, Pd, LeU e Autonomie uniti contro la proposta del centrodestra di votare oggi la sfiducia della Lega a Conte. Il premier terra’ la sua comunicazione al Senato il 20. La mossa del leader del Carroccio: apre a sorpresa al taglio dei parlamentari caro a M5s. “Votiamolo la prossima settimana e poi andiamo subito alle elezioni, dice in aula”. Riforma costituzionale che arrivera’ in aula alla Camera il 22. Renzi rilancia intanto un governo istituzionale, mentre Fi dice no all’ipotesi di lista unica con la Lega.

“Quella del capo della Lega sul taglio dei parlamentari è una mossa della disperazione. E quando si va al voto lo decide il presidente della Repubblica, non certo lui”. Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio, in un’intervista al ‘Fatto quotidiano’. Secondo Di Maio, con la proposta fatta ieri in Senato di votare subito il taglio dei parlamentari e poi andare alle urme, Salvini “si è infilato in un cul de sac. In base ai regolamentari parlamentari, se vuole votare il taglio degli eletti dovrà prima ritirare la mozione di sfiducia a Conte. Altrimenti la votazione sul taglio slitterà a dopo quella sul premier. Ma è chiaro che, se dovesse ritirare la richiesta di sfiducia per il presidente del Consiglio, dovrebbe smentire la sua linea. Si è messo da solo in un labirinto. Non so chi lo stia consigliando, ma sta dimostrando che i suoi conti sull’andare al voto anticipato non reggono proprio”. 

“Io voglio tagliare i parlamentari per davvero. Salvini invece quei 345 eletti li vuole tenere anche nella prossima legislatura”, prosegue Di Maio. Comunque, spiega, “noi siamo semplicemente intenzionati a votare il taglio degli eletti. Su tutto il resto io sto assistendo solo a un dibattito interno nei vari partiti. Ma su ciò che attiene a nuove elezioni o eventuali nuovi governi si esprimerà Mattarella. Posso dire che nel Movimento nessuno mi ha chiesto di andare a sedermi al tavolo con Matteo Renzi. Noi vogliamo il taglio degli eletti”. Per quanto riguarda i rapporti con il Pd, il capo politico del M5S sottolinea: “Oggi Bettini apre, invece Andrea Orlando mi insulta. Ma i conti poi si fanno al Quirinale. Va rispettato il ruolo di Mattarella, non si decide nelle segrete stanze. Noi siamo ancora al passaggio numero uno, il taglio dei parlamentari. Poi ci sarà il secondo passaggio, quello sulla sfiducia a Conte”. Infine l’affondo contro Salvini: “Lui vuole tornare al voto per modificare la riforma della prescrizione. L’influenza di Denis Verdini, va detto, non gli fa bene”. 

“Ritirare la sfiducia? Loro hanno detto solo dei no”: queste le parole del vicepremier, Matteo Salvini, al Corriere che ricordava quanto detto ieri dal capogruppo stellato Stefano Patuanelli secondo il quale il taglio dei parlamentari e’ possibile solo se non viene votata la sfiducia, quindi ci aspettiamo che sia revocata. “Non siamo al mercato del pesce. Forse che loro – ribatte Salvini – hanno cancellato tutti i no degli ultimi mesi? Comunque, io ho preso tali e quali le parole di Di Maio di cinque giorni fa: diceva testuale che dopo il taglio delle Camere si poteva andare a elezioni. Ma se e’ dopo, significa che prima voti quello, e poi si apre la crisi”. Ma secondo lei il capo dello Stato sara’ d’accordo nel rinviare alla prossima legislatura l’entrata in vigore di una riforma costituzionale come il taglio dei parlamentari? “Io so che si e’ gia’ fatto in passato, su materie rilevanti”. “Quello a cui penso io – aggiunge Salvini – e’ un governo con Giancarlo Giorgetti ministro dell’Economia. Questo e’ quello che voglio e per cui lavoro”. Le brucia il fatto, chiede il Corriere, che ieri i numeri d’Aula abbiano fotografato una maggioranza Pd-5 Stelle? “Che e’ l’inciucio – risponde il vicepremier – pero’, voglio proprio vedere Paragone e la Boschi che votano insieme la commissione d’inchiesta sulle banche. Oppure quella sulle case famiglia tipo Bibbiano. Aggiungo che, a differenza di quello che dicono Renzi e Di Maio, con il nostro governo non e’ in discussione quota 100 e non si toglieranno gli 80 euro. Semmai, sara’ doveroso verificare il reddito di cittadinanza. Ci arrivano centinaia di segnalazioni, molte delle quali a me personalmente, da parte di imprenditori che quest’anno non riescono ad assumere i lavoratori che avevano l’anno scorso”. 

Salvini si sofferma poi sul tema alleanza delle alleanze con le altre forze di centrodestra: “Ho letto cose da pazzi. Che si vogliono i notai per firmare gli accordi. Io ho lanciato l’”Italia del si’” senza preclusioni, ma questo non vuole dire che gia’ ci siano accordi o altro. Tra l’altro, le vecchie etichette sono del tutto superate. Figuriamoci se mi sono messo a parlare di listini e listoni. Nessuno vuole inglobare nessuno. Noi dialoghiamo con tutti quelli che la pensano come noi. E poi, nemmeno sappiamo se e quando si vota. Le opposizioni in qualunque parte del mondo hanno fretta di votare. Il Pd, invece, ha bisogno di tempo per inciuciare. La nostra priorita’ e’ sventare l’inciucio, con quale formula e quale squadra ci ragioniamo”. Quale percentuale di successo attribuisce alla nascita di un nuovo governo che vi taglia fuori? “Il rischio c’e’. Se avessi voluto una vita comoda, saremmo rimasti in sette sulle nostre poltrone, facendo finta che andasse tutto bene. E invece si e’ cominciato a litigare su tutto… Io voglio fare una manovra importante e coraggiosa con una persona di cui si fida il mondo come Giorgetti. Sfido Renzi piuttosto che Di Maio a dire altrettanto. Con l’Europa avevano gia’ cominciato a dire che si’, avremmo tagliato le tasse, ma non tanto…”. 


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