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Politica allucinante

Politica

Con un Esecutivo ancora tutto da capire, conviviamo con un quadro politico che stentiamo a comprendere. Del resto, il coro del dissenso non lascia intravedere ragionevoli possibilità d’armonizzazione e gli spauracchi politici sono tutti da dimostrare. Vedremo, col tempo, le “reazioni” del nostro Potere Legislativo. Per il resto si dovrà, necessariamente, attendere le reazioni politiche nazionali ed europee. Ora, non ci resta che seguire, passo passo, l’evoluzione di questa realtà di Centro/Sinistra, sempre poco conviti che l’attuale maggioranza atipica sia quella che serve al Paese. Senza prospettive occupazionali, andare oltre è difficile. Per molti, obiettivamente, impossibile. Ci siamo adattati, sin troppo, alla recessione. Sono cambiate le abitudini. Siamo tornati indietro. Ora ci chiediamo a chi giova protrarre uno stato di disagio tanto palese. Nel firmamento di Montecitorio e Palazzo Madama sono cambiate molte “figure” che contavano; ma l’esito è rimasto quello che già era ben noto. Tante promesse, poche concretezze e ancor meno speranze.

 Vivere alla giornata, seguendo le riunioni dei gruppi parlamentari o i ripensamenti di chi non intende mollare la presa, non solo è insensato; è anche preoccupante. Nella Penisola di chi ha tutto e di chi non ha più niente, s’inserisce la speranza, che è l’ultima a morire, di una “svolta”. Per “dove” non è ancora chiaro.

Per coerenza, evitiamo di fare delle analogie col passato; sarebbe un’ennesima iattura. In Italia viviamo una realtà inquietante che subiamo per mancanza di scelte differenti. Non perché non ce ne siano, ma perché sono “frenate” da vincoli politici dei quali ci sfuggono gli intenti. Con questo paradigma, siamo arrivati all’ultimo quadrimestre di questo 2019. Comunque s’evolvano gli eventi, la nostra politica resta allucinante.

Giorgio Brignola


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