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Lettera ad un Governo mai nato

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Onorevole Presidente,

sono qui a scriverle, chi lo avrebbe immaginato; sono un comune cittadino che sperava in un governo mai nato.

Quando nasce qualcosa di bello c’è aria di festa ma tuttora neppure l’ombra di solide idee nella testa.

Nessuna polemica per carità, voi conoscete quanto il popolo, la vera realtà.

Il tempo trascorso non è andato sprecato, anzi ha permesso a voi tutti di convincervi che gli italiani non vogliono un governo gialloverde, giallorosso e via con i pastelli, ma un governo da un solo colore, una tinta unita, una fibra naturale che non tema lavaggi e stiraggi. E’il desiderio profondo di noi italiani ed elettori, poiché convintamente incubato nella nostra fragilità d’orientamento solidificatasi su strati di giornali, tiggì e maratone.

“Se il passato è stato imperfetto, occorre più cautela per l’avvenire” è la frase del santo cappuccino stigmatizzato, magari pronunciata alla presenza dei suoi e miei famigliari. Noi de “lo stato è laico” riconosciamo negli uomini di Dio la sussurrata verità per percorrere la strada dinanzi evitando le ricadute. Ascoltiamoli, a telecamere spente, e ascoltiamo i giovani convinti che, se santi non saremo, giovani lo siamo stati tutti.

Oggi più che mai, anche se non sono Rousseau, ritengo che il futuro del nostro vecchio Paese ha un solo colore: i giovani!

Tra consultazioni, maratone e titoloni a qualcuno fosse venuto in mente di ascoltare la volontà dei giovani? Interviste non ne ho viste e posso dire per certo che, in questi giorni tanto assolati quanto concitati, le spiagge del Bel paese non fossero affollate dai miei coetanei.

Ci si è domandati quali aspettative abbiano sul nuovo esecutivo l’esercito variegato svezzato dalla società post muro di Berlino?

Nel quadro dell’instabilità parlamentare cosa chiedono le nuove generazioni dalla tessera elettorale fresca di stampa ? L’ambito documento l’abbiamo lasciato nel cassetto di casa prima di partire per avventure lavorative all’estero. Pensate che neppure Mamma e Papà, tra l’abbraccio amaro e commosso, ci hanno ricordato di  metterlo nella valigia della vita che verrà.

Mamma e Papà! Quanto manca la genitorialità robusta e complementare a questa classe politica ! Un padre sa motivare, una madre sa ascoltare, ma il nostro senso delle istituzioni è orfano di leader carismatici che infondano sicurezza alle nuove generazioni. L’unico dato sicuro è che nel 2019 la disoccupazione giovanile al Sud ha superato il 50% . Dalle rappresentanze studentesche ai forum universitari questo dato è un flebile grido d’aiuto, male interpretato perfino da certa stampa che ci addita come affezionati delle pensioni dei nonni.

Mio nonno, prima bersagliere catturato e imprigionato, poi commerciante di pregiate calzature, forse ignaro che avrebbe lasciato l’amata terra garganica per il Cielo, ha confezionato per me il più bel mocassino per camminare lontano. Anni dopo, tra l’inaspettata commozione, lungi da me aver voluto indossare queste scarpe “made in Italy” per giungere in Francia o Germania, dove giovani colleghi “emigrati” si ostinano ad attendermi.

Indubbiamente, volgendo lo sguardo al passato, ora molti più giovani sono in politica, ma la politica non è con i giovani! Volti nuovi non vuol dire novità se la vecchia guardia non cede margini di azione al sospirato cambiamento.

Noi millenials e bamboccioni ci siamo ritrovati a vivere con due padri, tanto innamorati quanto social, ma saprete com’è andata a finire; uno dei due ha chiesto la parte di eredità che gli spettava.

Questione di incompatibilità e natura? Piuttosto di solide fondamenta. Un apparato senza radici robuste non regge alla tempesta della crisi, dei mercati. Che poi “il mercato” siamo noi: ci fosse almeno un oratore coerente a ricordarcelo, prendendoci a sberle.

Le sberle ci porterebbero a ritrovare la cruda realtà attorno a noi: un Europa poco famiglia e molto matrigna. Siamo cresciuti nell’Unione Europea e forse neppure ce ne siamo accorti nonostante le paghette alleggerite,tuttavia oggi desideriamo quanto essa una stabilità che abbia il sapore di coesione e lungimiranza. Non ho fatto in tempo a terminare la frase che i soliti politicanti si stanno offendendo a suon di post. Barbari da tastiera, l’onorevole dignità forse non si è mai seduto tra i banchi dell’educazione.

Noi in primis, prigionieri del grande fratello mediatico, ci siamo reinventati protagonisti di un mondo virtuale e gossiparo, incapace di distinguere gli amici dai nemici, la passione politica dagli interessi di potere. Raminghi nel mare delle promesse disilluse abbiamo guardato con fiducia al sacro cupolone, cercando una luce tra fede e ragione.

Rinnovamento, ecumenismo e solidarietà ma neppure la Chiesa del sinodo dei giovani spicca per senso di unità.

Nella notte del governo mai nato, l’italico vizio del pallone potrebbe addirittura indicare la giusta direzione.

Ho chiesto all’allenatore italiano più stimato in Europa su quali valori dovrebbe lavorare l’allenatore del nuovo governo.

“Etica, correttezza, educazione sono ciò che manca oggi” ma di cui una vera politica, giovane nei toni e determinata nelle azioni, può farsi credibile portavoce per un mondo migliore. Grazie Claudio Ranieri.

Buona fortuna Presidente.

 

G. S.


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