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L’appello di Franceschini a Renzi: ‘no a scissione, il pd e’ casa tua’

Interviste & Opinioni

Un intervento che dura circa mezz’ora. Il tempo necessario per fare il punto sulle linee che dovrebbero consolidare nei prossimi mesi l’alleanza tra M5s-Pd. Ma soprattutto per invitare l’ex segretario Matteo Renzi a rimanere all’interno dei Dem, perche’ “sono casa tua” e non esistono “scissioni consensuali”.

Dario Franceschini, ministro della Cultura, uno dei principali sostenitori dell’accordo che ha dato vita al nuovo esecutivo di Giuseppe Conte, ha chiuso la tre giorni di AreaDem, l’anima moderata del Pd, nell’ex convento di Sant’Agostino a Cortona. Franceschini ha lanciato un’agenda di temi e appuntamenti per provare a costruire la fiducia reciproca con il nuovo alleato di governo a 5 Stelle. “Dobbiamo costruire la casa comune con i sassi che ci siamo tirati contro” dice. Il primo test per un passo in avanti nell’intesa della nuova maggioranza potrebbero essere le elezioni regionali in Umbria il prossimo 27 ottobre.

Da una parte Luigi Di Maio con una lettera a ‘La Nazione’ ha aperto al sostegno ad una “giunta civica” con un passo indietro delle “forze politiche di buonsenso”. Dall’altra Franceschini, che parla di uno slancio definito “molto importante”. Ma il passaggio piu’ atteso dell’intervento del ministro e’ nel finale, con l’invito all’ex premier Matteo Renzi a non uscire dal partito: “Non farlo, il Pd e’ casa tua e casa nostra, e’ di tutti. Il popolo della Leopolda e’ una parte del grande popolo del Pd. Non separiamo questi popoli, non indeboliamoci spaccando il partito”. Anche perche’, sottolinea Franceschini: “Non voglio credere a questa cosa della scissione, questa cosa ridicola della scissione consensuale che ho letto sui giornali oggi. Ma come puo’ essere una scissione consensuale se spacchi il partito”. Il finale poi e’ un plauso a Zingaretti: “E’ stato il segretario piu’ generoso e inclusivo che ci sia mai stato”. 

Un intervento che dura circa mezz’ora. Il tempo necessario per fare il punto sulle linee che dovrebbero consolidare nei prossimi mesi l’alleanza tra M5s-Pd. Ma soprattutto per invitare l’ex segretario Matteo Renzi a rimanere all’interno dei Dem, perche’ “sono casa tua” e non esistono “scissioni consensuali”.

Dario Franceschini, ministro della Cultura, uno dei principali sostenitori dell’accordo che ha dato vita al nuovo esecutivo di Giuseppe Conte, ha chiuso la tre giorni di AreaDem, l’anima moderata del Pd, nell’ex convento di Sant’Agostino a Cortona. Franceschini ha lanciato un’agenda di temi e appuntamenti per provare a costruire la fiducia reciproca con il nuovo alleato di governo a 5 Stelle. “Dobbiamo costruire la casa comune con i sassi che ci siamo tirati contro” dice. Il primo test per un passo in avanti nell’intesa della nuova maggioranza potrebbero essere le elezioni regionali in Umbria il prossimo 27 ottobre.

Da una parte Luigi Di Maio con una lettera a ‘La Nazione’ ha aperto al sostegno ad una “giunta civica” con un passo indietro delle “forze politiche di buonsenso”. Dall’altra Franceschini, che parla di uno slancio definito “molto importante”. Ma il passaggio piu’ atteso dell’intervento del ministro e’ nel finale, con l’invito all’ex premier Matteo Renzi a non uscire dal partito: “Non farlo, il Pd e’ casa tua e casa nostra, e’ di tutti. Il popolo della Leopolda e’ una parte del grande popolo del Pd. Non separiamo questi popoli, non indeboliamoci spaccando il partito”. Anche perche’, sottolinea Franceschini: “Non voglio credere a questa cosa della scissione, questa cosa ridicola della scissione consensuale che ho letto sui giornali oggi. Ma come puo’ essere una scissione consensuale se spacchi il partito”. Il finale poi e’ un plauso a Zingaretti: “E’ stato il segretario piu’ generoso e inclusivo che ci sia mai stato”.


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