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L’addio di Renzi al Pd e i dubbi di Conte

Politica

“Voglio passare i prossimi mesi a combattere il salvinismo nelle piazze, nelle scuole, nelle fabbriche. Faremo comitati ovunque. Non posso farlo se tutte le mattine devo difendermi da chi mi aggredisce in casa mia”. Matteo Renzi in una intervista a Repubblica spiega le ragioni del suo addio al Partito democratico.

“Ho votato la fiducia persino al governo coi grillini, figuriamoci se mi preoccupano i risentimenti o le vendette. Mi hanno sempre trattato come un estraneo, come un abusivo, anche quando ho vinto le primarie. Ancora oggi c’è una corrente culturale che paragona i due Matteo mettendoli sullo stesso piano” continua, spiegando che “i parlamentari saranno trenta, più o meno” e che “i gruppi autonomi nasceranno questa settimana. E saranno un bene per tutti: Zingaretti non avrà più l’alibi di dire che non controlla i gruppi Pd perché saranno ‘derenzizzati’. E per il governo probabilmente si allargherà la base del consenso parlamentare, l’ho detto anche a Conte”.

“La vera sfida saranno le migliaia di persone che sul territorio faranno qualcosa di nuovo e di grande. E la Leopolda sarà un’esplosione di proposte. Ci riconoscerete dal sorriso, non dal rancore. Voi la chiamate scissione, io la chiamo novità”. “Ci dispiace. Un errore dividere il Pd, specie in un momento in cui la sua forza è indispensabile per la qualità della nostra democrazia. Ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo Partito democratico” scrive su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti, mentre il capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio sottolinea: “Il Pd è la nostra casa ed è il progetto più solido in campo per servire il paese. Le divisioni non hanno mai portato al rafforzamento del centrosinistra. Considero un errore la scelta di Renzi”.

Da Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte esprime le sue perplessità per una “iniziativa che introduce negli equilibri parlamentari elementi di novità, non anticipati al momento della formazione del governo”, mentre viene giudicata “singolare la scelta dei tempi di questa operazione, annunciata subito dopo il completamento della squadra di governo”. Intanto, nella squadra di governo i due ministri “renziani”, Teresa

“Di solito, prima di fare qualcosa di importante si è presi dai dubbi, si valutano i pro ed i contro, si possono vivere anche giorni di tormento interiore, poi ci si esaspera e si fa una minchiata d’impulso! I Mattei sono passati entrambi alla minchiata d’impulso, il paese è instabile e pieno di rancori, non è il momento di dare seguito a dei narcisismi” scrive il fondatore del M5S Beppe Grillo in una lettera aperta ai parlamentari renziani pubblicata sul suo blog. E Salvini, menzionato da Grillo, commenta così: “Prima incassa posti e ministeri, poi fonda un ‘nuovo’ partito per combattere Salvini. Che pena, cosa non si fa per salvare la poltrona. . . Il tempo è galantuomo, gli Italiani puniranno questi venduti”.

“Guardo oggi al Governo Conte e sembra effettivamente il pentapartito quindi comprendo che vogliano rifare la legge proporzionale che c’era nella prima Repubblica – commenta invece la leader di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni – Sarebbe scandaloso, sarebbe privare definitivamente gli italiani della loro possibilità di scegliere da chi farsi governare”. 


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