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Amore domanda amore e ci vuole coraggio

Interviste & Opinioni

E sì, ci vuole veramente tanto coraggio per amare! Ci pensavo l’altro giorno mentre rileggevo Stendhal, soffermandomi su quella celebre frase in cui lo scrittore, parlando appunto dell’amore, dice che è simile a un bellissimo fiore che si trova sull’orlo di un precipizio. Ecco perché «bisogna avere il coraggio di coglierlo». Pensiamo d’altronde a quanto coraggio ci vuole per mostrarsi vulnerabili, pur sapendo che l’altra persona potrebbe approfittare della nostra vulnerabilità e utilizzarla per farci male.

Per non parlare poi del coraggio di cui si ha bisogno per nominare le cose, anche quelle più dolorose, anche quelle più scomode. Oppure del coraggio immenso che ci vuole per donare se stessi anche se, quando si dona, ci si espone sempre al rischio dell’ingratitudine e del rifiuto. In realtà, se si dovesse fare un elenco di tutto il coraggio che ci occorre per amare, non si finirebbe più. E anche i più volonterosi finirebbero con lo scoraggiarsi. Troppi rischi. Troppe incognite. Troppi costi. Le leggi dell’economia e del mercato non ci insegnano che, quando i rischi sono eccessivi, non ne vale la pena? Se il risultato del calcolo costi/benefici è negativo, come dice la razionalità strumentale, non è meglio passare oltre, occuparsi di altro, e non perdere tempo?

E quindi?

Quindi l’amore, con i calcoli, non c’entra affatto. Ed è solo quando la si smette di contare e ricontare che si può poi entrare nella logica irrazionale dell’amore. Il caffè che aspetta e il riposino pomeridiano insieme; la mamma che allatta e la barba di papà; la sigaretta accesa e i coriandoli per terra. Una lista di piccole cose talvolta inutili e di dettagli talvolta fondamentali che ci fanno pian piano capire che quando di amore ce n’è tanto, il resto non conta. Non conta quello che si ottiene così come non conta quello che si perde. Non conta quello che si strappa così come non conta quello che si dimentica.

E quindi?

Quindi l’amore è sempre e solo un «dare», pur sapendo perfettamente che l’unica cosa che possiamo aspettarci in cambio è che l’altra persona accetti ciò che gli stiamo donando. Anche se forse la persona che amiamo vorrebbe ricevere tutt’altro, esattamente come noi, molto probabilmente, vorremmo ricevere altro quando è l’altra persona a donarci qualcosa. Altrimenti si rischia di perdere tutto. Vuoi perché si rincorre un’ideale che non esiste. Vuoi perché si combatte contro il proprio passato e si lascia scivolare il presente nel dimenticatoio.

E quindi?

Quindi le relazioni d’amore sono sempre e solo asimmetriche. E chi pensa che un giorno possa reclamare il dovuto – come chi presta soldi e aspetta che i debitori paghino i propri debiti – non ha capito che nell’amore non esistono né creditori né debitori, ma solo un dare gratuito, un reciproco donarsi. Allora sì, ce ne vuole veramente tanto di coraggio per amare. Anche solo per scommettere che l’altra persona non abuserà della nostra fiducia e delle nostra pazienza e sarà capace di accettarci così come siamo. Prima di capire che è «dando» che si «riceve» e che ciò che rende prezioso l’amore è proprio l’assenza di calcoli e di interessi. L’amore domanda amore anche solo per donare la propria mancanza, direbbe Jacques Lacan. Per donarla e ridonarla. Rinunciando definitivamente alle parole vuote.

Evelyn Zappimbulso 


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