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Come non rinunciare ai “carboidrati buoni”: intervista a Ivy Moscucci

Oltre Tevere

Al giorno d’oggi sono molto diffuse le persone che rinunciano ai carboidrati non solo per eliminare i chili di troppo ma a causa di problemi di salute come il diabete e le intolleranze al glutine.

È un vero peccato non gustarsi un piatto di pasta, una pizza o un prelibato croissant.  L’esperta di nutrizione olistica Ivy Moscucci ha creato un blog chiamato Dolcesenzazucchero che ha riscosso tanto successo.

Il successo del blog ha motivato Ivy a scrivere un interessante libro dal titolo “I carboidrati buoni. Pane, pasta e pizze che fanno bene” edito da Gribaudo. In questo manuale di cucina, Ivy Moscucci ha selezionato ben 58 ricette gustose di cibi dolci e salati.

In questo libro vengono forniti anche utili suggerimenti e consigli per la scelta di cereali e lieviti in grado di garantire un’alimentazione sana e completa senza fare rinunce in termini di gusto e sapore.

Alla base di queste ricette, facili da ricreare, vi è la riscoperta dei benefici del lievito madre, la sperimentazione di cereali come l’orzo, il farro e il kamut che apportano fibre ed elementi nutrizionali importanti per il nostro benessere psicofisico nel rispetto di una visione olistica dell’uomo.

Del suo libro di successo, del suo ruolo di direttrice della Scuola di Cucina Naturale e Nutrizione Olistica discutiamo con la blogger Ivy Moscucci in questa interessante intervista.

Com’è nata l’dea di scrivere questo libro intitolato “I carboidrati buoni” edito da Gribaudo?

Il libro è nato da una richiesta molto diffusa tra i lettori del mio blog, soprattutto tra le lettrici che rappresentano circa il 93% di essi. Molte di loro mi chiedevano come sostituire gli ingredienti presenti nella maggior parte degli alimenti più comuni, fonte di carboidrati con altri più naturali e salutari. Successivamente questo lavoro di ricerca da parte mia si è intensificato quando ho dovuto cercare per conto di mio marito che ha un diabete di tipo 1 degli ingredienti nuovi per garantirgli un’alimentazione sana e completa. In quel periodo poi ho scoperto un’intolleranza che mi impediva di consumare alimenti ricchi di glutine. Ho provato tante ricette e creato altre che utilizzavano vari tipi di pasta e lievitati. Ho sperimentato queste pietanze con la mia famiglia sino ascrivere un libro di ricette.

Qual è il suo concetto di “cucina non convenzionale”?

È lo slogan che mi accompagna da tempo. Significa per me da una parte riuscire a mangiare alimenti per piacere e dall’altra parte conciliarlo con tutto quello che è sano e naturale. È uno slogan semplice ma prevede un percorso di conoscenza del proprio corpo e delle proprie esigenze di benessere. Significa saper fondere con creatività la tradizione con la modernità e dar vita ad un mix creativo utilizzando ingredienti salutari e fonte di genuinità. Questa è una cucina flessibile che si adatta alle personali inclinazioni, a proprio stile di vita e ai bisogni personali.

Essendo la direttrice dal 2017 della Scuola di Cucina Naturale e Nutrizione Olistica, quali sono i principi e le caratteristiche peculiari della cucina olistica?

Nella scuola di cucina Naturale e di Nutrizione Olistica il mio obiettivo principale è risolvere i piccoli e grandi disturbi di salute, migliorare le proprie patologie con cibo naturale e cure olistiche. Il mondo olistico si sta molto diffondendo negli ultimi anni. Noi vogliamo risvegliare le energie naturali che sono alla base di ognuno di noi e che influenzano il nostro stato di salute. Insegniamo trucchi e strategie per riconoscere i sintomi di determinate patologie legate al consumo di alimenti errati. I corsi durano dodici mesi e sono rivolti a tutte le persone che vogliono accrescere le proprie conoscenze sul cibo salutare e intraprendere un percorso di benessere individuale. Il nostro è un “viaggio” in cui mese dopo mese ognuno acquisisce il rispetto per la natura, l’ambiente che lo circonda e soprattutto per sé stessi come essere umano. I corsisti imparano a preparare piatti naturali e a riconoscere e saper reperire gli ingredienti utili per essi. Alla fine di questo percorso si ha un vero e proprio cambiamento individuale e concreto.

Per lei cosa significa “mangiare sano” al giorno d’oggi?

Significa rispettare la natura, l’ambiente e se stessi. Da questo rispetto si sviluppa un’educazione ad un’alimentazione sana che non va a discapito però del piacere e del sapore gustoso del cibo.

Quanto è importante la sperimentazione e la creatività in cucina?

La creatività è l’aspetto interessante e divertente della cucina. Per me la cucina è espressività; è come un gioco. In ogni ricetta si diffondono le conoscenze culinarie e le tradizioni. La sperimentazione è una parte inevitabile per personalizzare le proprie ricette. Io consiglio di seguire le ricette del mio libro con elasticità liberando la fantasia e la propria creatività nel pieno rispetto della stagionalità degli ingredienti che consentono di personalizzare le ricette in base alla stagione di riferimento.

Perché dovremmo preferire il lievito madre al lievito di birra fresco?

Il lievito di birra può generare delle problematiche a livello intestinale. Nella mia scuola non utilizziamo quasi mai il lievito di birra. Valorizziamo il lievito madre che è un alimento che apporta tanti benefici grazie alla sua digeribilità. Prepararlo diventa una sorta di rituale che consente di rispettare i tempi di preparazione di determinati alimenti che non tramonteranno mai.

Quali sono gli utensili ai quali non rinuncerebbe mai nell’esecuzione delle sue ricette?

Non rinuncerei mai alle ciotole grandi in ceramica o terracotta, agli utensili in legno per la preparazione del pane e ai contenitori in vetro, utili per conservare il lievito madre e l’acqua utilizzata per travasare e amalgamare gli ingredienti.

Tre aggettivi per definire le ricette che troviamo nel suo libro…

Naturali, golose e a basso livello glicemico.

Quali consigli darebbe a chi si approccia per la prima volta alla cucina olistica?

Il primo consiglio è approcciarsi alla cucina naturale con  gradualità. Io credo nei cambiamenti duraturi che necessitano di tempo, pazienza e costanza. Invece di concentrarsi su ciò che si va a togliere dalla nostra dieta il mio personale consiglio è concentrarsi su ciò che si va ad aggiungere. Ad esempio, per la preparazione del pane consiglierei ogni settimana di sperimentare un nuovo ingrediente che può essere farina di farro o di kamut e provare a preparare una ricetta del mio libro. Ciò stimola la propria curiosità e la voglia di sperimentare.

Perché il lettore de IlCorriereNazionale.net dovrebbe leggere il suo libro?

Ogni lettore o lettrice conosce qualcuno che ha qualche problema di salute che può essere mal di testa, gonfiore, spossatezza e sicuramente conosce qualcuno che gradisce una buona pizza, un croissant profumati e non vuole rinunciare ad essi. Il mio libro è ricco di ricette amabili che regalano a lungo andare benessere e ci cambiano individualmente. Ci insegnano ad amarci sperimentando ingredienti nuovi e salutari in cucina.

Mariangela Cutrone


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