Economia e Finanza

Allarme di Confindustria. Italia a rischio recessione

L’Italia “e’ ancora sulla soglia della crescita zero rischiando di cadere in recessione in caso di nuovi shock”: il Centro studi di Confindustria, aggiornando le sue previsioni, vede oggi una “Italia in bilico tra ripresa e recessione”. A “politiche invariate”, con il rialzo di Iva e accise, gli economisti di via dell’Astronomia stimano un Pil fermo sia quest’anno sia nel 2020 quando, invece, “crescerebbe dello 0,4%” se “l’aumento delle imposte indirette venisse annullato e finanziato interamente a deficit”.

L’economia italiana e’ “in bilico tra ripresa e recessione”. Lo sostiene il Centro studi di Confindustria negli scenari di politica economica di autunno. L’Italia appare “ancora sulla soglia della crescita zero, rischiando di cadere in recessione in caso di eventuali nuovi shock, che soprattutto dal fronte estero sono sempre possibili, come mostra l’elevatissimo grado di incertezza oggi presente sui mercati”. Tra i fattori che hanno frenato l’economia italiana e continueranno presumibilmente a pesare negativamente sulla crescita, Confindustria cita l’apporto sotto le previsioni ai consumi delle famiglie del reddito di cittadinanza: “Le domande pervenute sono state molto inferiori alle attese e potrebbero esserci alla fine di quest’anno 200 mila nuclei beneficiari in meno. In secondo luogo, il rallentamento della Germania, piu’ profondo e duraturo di quanto atteso. Terzo fattore, la fiducia che e’ su livelli molto ridotti e spinge imprese e famiglie a una gestione piu’ parsimoniosa dei propri bilanci. Infine, “sarebbe significativo l’impatto di un aumento dell’Iva delle dimensioni oggi previste dalla legge: questo, infatti, genera effetti negativi sulla spesa delle famiglie e sugli investimenti privati perche’, nella realistica ipotesi di una traslazione parziale sui prezzi finali, si traduce in un’erosione sia del reddito disponibile sia dei margini delle imprese”.


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