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Riflessioni di A.E. Pritchard su Greta e i “talebani verdi”

Ambiente & Territorio

Di Carmenthesister  

Nel suo articolo sul Telegraph del 25 settembre,  dal titolo “Se non affrontiamo il problema dei cambiamenti climatici i talebani verdi spazzeranno via il nostro ordine liberale” Ambrose Evans Pritchard avverte che ci troviamo davanti a una scelta. “O combattiamo il cambiamento climatico con politiche di mercato liberali e creatività, oppure cediamo il campo ai talebani verdi.

Mentre la reazione di molti di fronte alla costruzione mediatica del personaggio di Greta è quella di una critica radicale al “gretinismo” e alla realtà delle sue denunce, ritirarsi nel ‘negazionismo’ – dice Pritchard – è un errore, non serve a nulla.

L’emergenza è evidente: “Come risulta dalle pubblicazioni delle Nazioni Unitela biochimica degli oceani sta cambiando a una velocità allarmante. L’acidità dell’acqua è aumentata del 26%. Il ritmo dello scioglimento del ghiaccio è aumentato di cinque volte in un decennio. Le calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartico si stanno sciogliendo a un “ritmo accelerato“.….

Ma, indipendentemente dall’emergenza climatica, abbiamo raggiunto il punto in cui i combustibili fossili non sono più competitivi. Saranno fuori dal mercato tra il 2020 e il 2030, vittime della distruzione creativa di Schumpeter.

E il cambiamento rischia di non essere abbastanza veloce. Rischiamo una reazione a catena inarrestabile e Greta Thunberg, sostiene Pritchard, ha ragione su questo. Greta e la sua generazione missionaria non possono essere criticati per avere dichiarato guerra alle istituzioni politiche, ma è proprio qui che inizia il problema.

C’è una spinta globale per un ‘New Deal verde coercitivo’ guidato da organizzazioni statali e globali che esercitino il potere secondo il modello dello stato leviatano. La narrazione che sta prendendo piede è che l’ordine democratico liberale non è in grado di affrontare la sfida e che sia necessario un pugno autoritario.”

Esemplificative in questo senso sono le dichiarazioni della sinistra liberal americana.

[Il New Deal Verde coercitivo] anima discorsi come quello del candidato presidenziale americano Bernie Sanders, che ha dichiarato di voler perseguire penalmente i dirigenti dei settori del carbone, petrolio e gas per avere causato danni climatici. Elizabeth Warren promette che se salirà alla Casa Bianca chiuderà immediatamente l’industria americana del fracking con un decreto esecutivo – e con esso l’8,4% della fornitura mondiale di petrolio.

Versioni soft dell’eco-militanza stanno arrivando al potere politico reale in una serie di paesi. I Verdi tedeschi si attestano al 38% nei sondaggi del Baden-Württemberg. Più dei cristianodemocratici e socialdemocratici messi insieme.”

Ma forme più dure di eco-militanza stanno crescendo. La tedesca Ende Gelände – come Extinction Rebellion – conduce una campagna di disobbedienza civile. A giugno, oltre 5.000 truppe d’assalto hanno conquistato la miniera di carbone aperta del Garzweiler. Questo mese hanno tentato di bloccare il Motor Show di Francoforte, con una barricata di biciclette. “Abbiamo chiuso la merda”, è il loro motto.

All’estremo, i militanti si trasformano in Khmer Verdi. Alla fine degli anni ’90 il Fronte di Liberazione della Terra ha effettuato centinaia di attacchi in 25 paesi – molti nei laboratori di biotecnologia – attraverso una struttura di cellule segrete. L’FBI l’ha considerata la principale minaccia di terrorismo interno in America.


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