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Foggia, agente penitenziario commette strage familiare e si suicida

Cronaca

Written by:  Monica Montanaro

Orta Nova, in provincia di Foggia, un paese colpito oggi da una terribile tragedia familiare. Un agente penitenziario di 53 anni, Ciro Curcelli, ha ucciso a colpi di pistola la moglie Teresa e le due figlie Valentina e Miriana, di 18 e 12 anni. Dopo il triplice omicidio, l’agente ha preso la decisione di togliersi la vita. L’uomo non sarebbe deceduto all’istante, ma dopo essere giunto d’urgenza agli Ospedali Riuniti di Foggia. Sull’episodio cruento e drammatico stanno indagando le forze dell’ordine, pare che i carabinieri sarebbero stati  contattati da Curcelli, il quale si sarebbe auto denunciato, comunicando loro di essere il responsabile della strage avvenuta all’interno delle mura domestiche. 

Il sindaco del piccolo paese di Orta Nova, Mimmo Lasorsa, ha manifestato prontamente il suo rammarico dinanzi all’intera comunità locale: “La notizia di questa mattina che ha coinvolto la famiglia Curcelli ci ha letteralmente scioccati. Siamo davvero provati e increduli di fronte a quello che è accaduto, è un qualcosa che ha addolorato tutta la comunità. Un pensiero per Teresa, Miriana e Valentina: vite spezzate senza alcuna giustificazione” – comunica il sindaco su Facebook -. “In queste ore si sta cercando di ricostruire le motivazioni, ma non ci sono motivazioni che tengano davanti a tutto questo. Nelle prossime ore istituiremo il lutto cittadino per la nostra comunità”, conclude Lasorsa. 

Anche il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, Donato Capece, ha rilasciato la sua dichiarazione pubblica per esprimere il suo cordoglio in omaggio alla famiglia distrutta: “Siamo di fronte a una tragedia immane. Sembra davvero non avere fine il mal di vivere che caratterizza gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, uno dei quattro Corpi di Polizia dello Stato italiano. Importante è evitare strumentalizzazioni ma fondamentale e necessario è comprendere e accertare quanto hanno eventualmente inciso l’attività lavorativa e le difficili condizioni lavorative nel tragico gesto estremo posto in essere dal poliziotto. Non sappiamo se era percepibile o meno il disagio che viveva il collega – prosegue il sindacalista – che ha prima ucciso la moglie e le figlie e poi si è ucciso. Quel che è certo è che sui temi del benessere lavorativo dei poliziotti penitenziari l’Amministrazione Penitenziaria è in colpevole ritardo, senza alcuna iniziativa concreta. Proprio ieri un altro poliziotto penitenziario si era suicidato a Piacenza”, ha riferito demoralizzato il segretario.  


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