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Erdogan minaccia l’Ue: “Se criticate la nostra operazione vi inviamo 3,6 milioni di migranti”

Estero

Il comandante delle Forze democratiche curdo-siriane: “4 mila foreign fighter sono a rischio rilascio”. L’esercito libero siriano intanto si affianca all’esercito turco e occupa due villaggi 

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, invece ha minacciato di lasciar passare milioni di rifugiati verso l’Europa se continueranno le critiche contro l’offensiva turca nel nord-est della Siria. “Ehi Ue, sveglia. Ve lo ridico: se tentate di presentare la nostra operazione lì come un’invasione, apriremo le porte e vi invieremo 3,6 milioni di migranti”, ha avvertito il ‘sultano’ durante un intervento nel Parlamento ad Ankara. 

Erdogan ha inoltre reso noto che “sono stati uccisi 109 terroristi” in meno di 24 ore dall’inizio dell’operazione militare ‘Fonte di pace’ nel nord-est della Siria. “Il nostro obiettivo è impedire che gruppi terroristici si muovano liberamente al nostro confine Sud e consolidare l’integrita’ territoriale della Siria. Al momento sono 109 i terroristi uccisi dal nostro intervento”, ha affermato Erdogan, che ieri ha lanciato un’operazione militare nel nord-est della Siria, per eliminare il Pyd-Ypg dalla regione a est del fiume Eufrate.

 

Intanto ‘Esercito libero siriano (Els) è entrato in territorio siriano per affiancare l’esercito turco nell’operazione “Fonte di pace”, nel nord est della Siria e ha preso posizione nella città siriana di Tel Abyad e nei vicini villaggi di El Yabse e Tel Fander, dopo che questi ultimi sono stati liberati dalle postazioni dei miliziani curdi Ypg dall’intervento dell’esercito turco. A renderlo noto la Cnn Turcai, dopo che Els ha varcato il confine siriano circa un’ora fa.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lanciato ieri un’operazione militare nel nord della Siria, per eliminare il Pyd-Ypg dalla regione a est del fiume Eufrate. Lo scorso 7 agosto Stati Uniti e Turchia, avevano trovato un intesa, definita poi da Erdogan “una favola”, per ottenere il controllo di un’area profonda circa 32 km, estesa per 480 km in territorio siriano a est del fiume Eufrate fino al confine con l’Iraq, di cui la Turchia è ora decisa a ottenere il controllo con un intervento unilaterale.

 

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