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Metalmeccanici, via libera alla piattaforma

Cronaca

Il testo unitario di Fim-Fiom-Uilm approvato con il 96% a favore (338 mila votanti). Il 5 novembre si apre il negoziato con Federmeccanica e Assistal.

Re David (Fiom): “Grande prova di democrazia e di partecipazione”. 

Può partire il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Dopo migliaia di assemblee, svolte nelle scorse settimane per l’illustrazione e la discussione dell’ipotesi di piattaforma, si è infatti conclusa il 15 ottobre 2019 la consultazione certificata delle lavoratrici e dei lavoratori.

    Sulla base del voto, la Commissione elettorale nazionale dei sindacati Fim-Fiom-Uilm ha comunicato i risultati quasi definitivi pervenuti dalle strutture regionali. In particolare: il numero di aziende nelle quali si sono svolte le assemblee è risultato pari a 6.104 per un totale di 684.946 dipendenti. Hanno votato 358.184 lavoratori (pari al 74,21% dei presenti nei giorni di votazione) e di questi 338.193 (95,78%) hanno votato Sì e 14.898 (4,22%) hanno votato No. Le bianche sono state 3.560 e le nulle 1.289. Pertanto la Commissione elettorale nazionale ha certificato che la consultazione sull’ipotesi di piattaforma ha dato esito positivo.

     “Dopo la larga approvazione dell’ipotesi di piattaforma di Fim-Fiom-Uilm da parte dei lavoratori, ora, a partire dal prossimo 5 novembre, si apre il negoziato con Federmeccanica e Assistal con l’obiettivo da parte delle organizzazioni sindacali di aumentare il salario, estendere i diritti, contrastare la precarietà e migliorare la condizione di vita e di lavoro anche per rilanciare l’industria a partire dal settore metalmeccanico che rappresenta la spina dorsale dell’economia italiana”. Questo il commento delle sigle sindacali, affidato a una nota unitaria. Per le organizzazioni dei lavoratori metalmeccanici “si tratta di rilanciare il lavoro industriale e rivendicare scelte di politica economica e industriale orientate alla predisposizione di maggiori risorse per la crescita, gli investimenti, l’innovazione, la ricerca, oltre al sostegno dei redditi dei lavoratori e delle loro famiglie, attraverso la riduzione del prelievo fiscale che oggi condiziona i risultati contrattuali e frena i consumi”.

    I sindacati ricordano che negli anni della crisi, nel settore metalmeccanico, anche per le riorganizzazioni e ristrutturazioni, si è registrata la perdita di 300 mila posti di lavoro, mentre nello stesso periodo il costo del lavoro è rimasto costante e vi è stata una crescita del valore aggiunto, attestatosi nel 2017 allo stesso livello del 2007. Una ricchezza prodotta che non è stata in questi anni redistribuita ai lavoratori con la contrattazione di secondo livello.

    In sintesi, le richieste contenute nella piattaforma di Fim-Fiom-Uilm riguardano l’aumento del salario dell’8% sui minimi contrattuali, relativo al periodo 2020-2022, il miglioramento delle relazioni industriali, dei diritti di partecipazione e politiche attive. Altri punti qualificanti della piattaforma: contratto delle competenze, inquadramento, formazione; welfare integrativo; ambiente, salute e sicurezza sul lavoro; mercato del lavoro e appalti; orario di lavoro; diritti e tutele; salario; percorso democratico.

    Per il segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli il sì “è la conferma di un forte sostegno per un contratto che deve adeguare i minimi salariali e conquistare più spazio alla promozione della competenza dei lavoratori. Il 5 novembre inizia la trattativa che riguarda 1,6 milioni di lavoratori metalmeccanici. Ci auguriamo un confronto serrato sperando di evitare le ritualità e le dilazioni di tempo che stonano molto con un’idea di rinnovamento contrattuale, le trattative più impegnative meritano faticose ricerche di equilibri. Abbiamo i salari più bassi d’Europa e il Clup più alto, questo deve portare a investire in innovazione e competenze e in maggiore valore del lavoro industriale a partire dalle competenze dei lavoratori”.

    Per la segretaria generale Fiom Cgil Francesca Re David è stata “una grande prova di democrazia e di partecipazione. Sono passati 13 anni dall’ultima piattaforma unitaria presentata nel lontano 2006. Sono state tre settimane intense di assemblee”. Il 96% dei consensi “è un primo risultato importante che ci dà una forte legittimazione a iniziare il negoziato con Federmeccanica e Assistal. Sarà una trattativa dura e complicata per una piattaforma ambiziosa che si poggia su 3 cardini fondamentali: aumento dei minimi salariali e redistribuzione della ricchezza, lotta alla precarietà in particolare negli appalti, formazione e inquadramento come tema di valorizzazione del lavoro. L’avvio della trattativa sarà accompagnato da una mobilitazione dei metalmeccanici, a partire dalle crisi industriali aperte, per chiedere al Governo politiche industriali vere e un intervento anche in rapporto alla manovra finanziaria, e per rivendicare la responsabilità delle imprese nazionali e delle multinazionali”.

     “Dopo cinque mesi e un importante percorso di consultazione – dichiara il segretario generale Uilm Rocco P


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