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La coerenza

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La “Politica delle promesse”, quella che gli italiani non vorrebbero più provare, potrebbe tornare alla ribalta. L’incertezza ha confermato dai “bisticci “sotto traccia” nella platea politica di chi, almeno in teoria, si oppone all’Esecutivo in carica. Eppure, nessuno, in definitiva, ha abbandonato le sue posizioni originarie. Tuttavia, i cambiamenti ci potrebbero essere e con caratteristiche non proprio marginali. Siamo prossimi a importanti riforme.

Il testimone, gioco forza, potrebbe essere ceduto. Perché se la politica non invecchia, invecchiano, invece, con le idee, i loro fautori. Spazio al nuovo, quindi, ma con giudizio. L’affossamento di certe cordate di potere potrebbe essere il primo passo per il mutamento; anche perché ci siamo resi conto che cambiare si può.

 

 Se il processo sarà trascurato, molti partiti “piccoli” non avranno lunga vita. La frammentazione del potere legislativo non è un segno benigno per il rinnovamento. La rappresentatività politica ha da essere inquadrata nel senso corretto. Certe necessità del Paese non possono più essere demandate. Il potere politico dovrà adeguarsi ai tempi; anche per evitare che parecchi problemi sfuggano alla verifica dell’inverno 2019/2020. Chi meglio saprà operare, potrà meritare fiducia. La governabilità nazionale sarà il banco di prova politico di questo”Conte – bis”.

La nostra Democrazia non ha bisogno di compromessi, ma di compatta stabilità. Questi anni di crisi socio/economica avrebbero dovuto insegnare molto a tutti gli uomini di partito. Ora è solo una questione di metodo. Ogni altra stima la riteniamo secondaria. Certo è che l’anno prossimo potrebbe essere quello di una nuova struttura di Governo e di un Potere Legislativo ridimensionato.

 Giorgio Brignola


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