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Un Piano Generale Agroecologico per combattere il disseccamento degli Ulivi del Salento

Puglia

Intervento sulla Xilella di Giuseppe Altieri a “Tra poco in Edicola” – Rai radio 1 (25 ottobre)

E’ necessario un Piano Agroecologico generale per combattere la Xilella e non un programma di sterminio chimico della biodiversità botanica ed animale generale, oltre che del patrimonio paesaggistico e culturale dell’Umanità rappresentato dagli Ulivi secolari, tutelati dall’Art. 9 della Costituzione Italiana.

Cui si aggiungono le drammatiche conseguenze delle irrorazioni di Pesticidi sulla popolazione locale

LINK RADIO RAI 1

https://www.raiplayradio.it/programmi/trapocoinedicola/archivio/puntate

Techiche agroecologiche come lo sfruttamento della biodiversità funzionale per aumentare gli insetti utili e attrarre altrove i vettori della Xilella (Sputacchine), impiego di microrganismi utili sinergici dell’Ulivo ed antagonisti dei patogeni, recupero della fertilità dei suoli con coperture vegetali appropriate e incremento del’humuscorroboranti e biostimolatori per rinforzare le piante, potature di risanamento e cure fitosanitarie generali con metodi preventivi a base di sali di Rame e Zinco, ecc… sono le uniche possibilità che abbiamo per contenere e combattere la Xilella.

I Pesticidi chimici e i disseccanti come il Glifosate o altri, che hanno ridotto la fertilità e biodiversità microbiologica dei suoli, sono semmai la causa del complesso di disseccamento degli Ulivi e non possono essere la soluzione contro la Xilella. Così come non lo può essere la distruzione di tutte le piante infette, in quanto la xilella è ormai diffusa ed ubiquitaria su moltissimi ospiti vegetali; e gli insetti vettori sono estremamente polifagi e molto mobili…  

Usare Pesticidi chimici, in particolare quelli che uccidono tutto ed hanno lunga persistenza, come i Piretroidi (che sono tra l’altro solo dei contatticidi e pertanto non proteggono dagli insetti la nuova vegetazione che nasce dopo il trattamento chimico), significa massacrate soprattutto insetti Utili, predatori e parassitoidi della Spitacchina vettore della Xilella. In quanto gli insetti utili sono molto più mobili e non si muovono solo sulla nuova vegetazione, come avviente per gli insetti vettori ad apparato boccale pungente succhiante come le sputacchine, gli afidi, ecc. , che cercano tessuti meno lignificati. In tal modo gli insetti utili vengono più facilmente in contatto con la vecchia vegetazione sulla quale si trovano residui di pesticidi di lunga persistenza (anche 8-12 settimane) come avviene per alcuni piretroidi, rimanendone vittime predestinate.

I disseccanti chimici oltre a compromettere la fertilità e l’equilibrio microbiologico dei suoli, alterano la biodiversità vegetale e microbica a danno degli organismi utili.

E’ necessario pertanto in primis vietare la pratica (incivile) della raccolta delle olive da terra con aspiratori, che oltre a compromettere la qualità dell’olio (immangiabile), costringono gli agricoltori a usare disseccanti e prodotti che uccidono lombrichi e fertilità, per evitare ostacoli alla raccolta e qualche vermetto (utile e protetto come il lombrico) tra le olive… per meno di 2 € al litro…

Le regioni italiane hanno a disposizione miliardi di € in fondi europei prioritari ed obbligatori per misure agroclimatico-ambientali e per l’agricoltura biologica, con cui 

è possibile compensare gli agricoltori per le cure agroecologiche e per il servizio fornito alla collettività, pagando loro i maggiori costi delle cure agroecologiche e gli eventuali minori ricavi, più un 30% per le azioni collettive, come quelle dei sindaci che impongono di non usare pesticidi chimici in quanto tutori della salute dei prorpri cittadini…

Abbiamo fondi a disposizione per tutti, ma che da tropo tempo finiscono per sovvenzionare l’esatto contrario, ovvero l’impiego di mezzi chimici, oggi oltretutto anacronistici… magari sovvenzionando anche la raccolta delle olive sulle piante, per un olio biologico e di alta qualità, valorizzabile sul mercato

…rispetto all’elemosina oggi pagata agli agricoltori del Sud.

Proviamoci almeno…

Giuseppe Altieri

LINK RADIO RAI

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