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Canova e l’Eterna Bellezza

Cultura & Società

A Roma la mostra-evento presso Palazzo Braschi

di Adriana Ostuni

Finalmente ci siamo. Si inaugura domani, 9 ottobre,  a Roma, presso Palazzo Braschi,  l’attesissima mostra-evento, “Canova. Eterna Bellezza”, spettacolare esposizione di oltre 170 opere appartenenti al Genio del Neoclassicismo e ad artisti a lui coevi, che celebra il particolare legame di Canova con la Capitale, fucina del suo talento artistico e sorgente inesauribile di ispirazione. Il lungo percorso espositivo capitolino curato da Giuseppe Pavanello, suddiviso in 13 sezioni, ricostruirà, attraverso sofisticate soluzioni illuminotecniche, la calda atmosfera “a lume di torcia” della Roma di fine Settecento, in un seducente gioco di luci e ombre e di mirabili apparizioni di mitiche divinità.

Canova e Roma dunque. Fu infatti proprio l’Urbe il  centro di quasi tutta la  genialità dell’artista, giustamente ribattezzato come “il nuovo Fidia”, per aver rappresentato ai massimi livelli gli ideali della classicità, facendo rivivere nelle sue opere la bellezza delle antiche sculture greche. Roma e le sue botteghe di restauro, dove l’artista di Possagno si stabilì nel 1779, iniziando a studiare la scultura precedentemente ammirata a Pompei, Ercolano e Paestum, operando un ritorno ai modelli classici, alla “nobile semplicità e tranquilla grandezza” della statuaria antica e ai suoi processi di idealizzazione e di espressività, controllata attraverso i filtri della ragione.

È questo il periodo che vede la nascita di capolavori come Amore e Psiche e La danzatrice, opere in cui l’artista riesce a coniugare la bellezza tipica delle antiche statue greche  con il gusto estetico dell’epoca: composizioni che fanno impazzire gli ospiti del suo atelier in via delle Colonnette e che lo rendono amato e ammirato dai potenti del tempo. Figure che evitano la rappresentazione di passioni violente o di gesti esasperati, che nella loro immobilità riescono ad evocare il movimento, e che si presentano con superfici marmoree candide, levigate e morbide, in cui è assente o quantomeno silente la psicologia, e in cui palpita una sottile sensualità e una grazia raffinata e tenera, mirate a realizzare equilibrio e armonia. Mirabili rappresentazioni, esemplificazioni di un “bello ideale” purificato da ogni imperfezione, che costituiscono il vero fulcro della sublime arte di Canova.

La mostra, visitabile fino al 15 marzo 2020, intende essere un viatico per tentare di comprendere la complessità della personalità e dell’opera di questo grande maestro, genio assoluto dell’Arte. Un allestimento altamente scenografico in cui saranno presenti importanti prestiti dai più importanti musei nazionali e internazionali: dall’Ermitage di San Pietroburgo, dalla Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno, dal Museo Correr di Venezia, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal Musée des Augustins di Toulouse. E da altri ancora.

Promossa e prodotta da Roma Capitale (Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali) e da Arthemisia, l’esposizione è curata da Giuseppe Pavanello, e organizzata con Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca e con Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno.

https://www.adrianaostuni.it


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