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Da Uniba nasce l’economia umanistica

Economia e Finanza

di Enzo Varricchio

Da Bari, il lancio di una nuova visione dell’economia politica, non più a base statistico-matematica quanto antropologica, che ritorni a porre al centro della sua attenzione l’essere umano e i suoi bisogni.

Martedì 29 ottobre 2019, presso l’aula magna del locale Policlinico, si è svolta la solenne inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi di Bari, alla presenza del Magnifico Rettore, professor Stefano Bronzini, e delle Autorità Civili, militari ed ecclesiastiche.

Il discorso inaugurale è stato tenuto dal professor Ernesto Longobardi, ordinario di Scienza delle finanze, già preside della Facoltà di Economia dell’Università di Bari dal 2005 al 2007 e accademico di fama nazionale.

Il discorso del professor Longobardi, dal titolo “Conoscenza e accoglienza” è partito dal tragico episodio dello sbarco a Bari della nave albanese “Vlora” del 1991 e della generosa risposta del sindaco di Bari Enrico Dalfino e di tutta la cittadinanza, poi muovendo da una disamina storica dalle origini e funzioni della moneta che “non nasce per favorire lo scambio. Nasce, nelle società ormai sedentarie e basate sull’agricoltura, come unità di conto per la gestione e redistribuzione del surplus”, giunge sino a mettere in crisi il modello occidentale di Homo economicus, ricordando quanto sia assurdo che l’uomo  sia guidato da motivi puramente economici di chiaro interesse personale a fronte delle innegabili interazioni sociali cui è sottoposto.

Passando da un accenno critico all’odierna “signoria del dato statistico”, da cui oggi si fa emergere il risultato conoscitivo a prescindere da qualsiasi ipotesi teorica, Longobardi arriva al cuore della sua tesi che mette in dubbio il postulato che l’essere umano sia guidato dalla ricerca razionale e spregiudicata dell’utilità individuale, allorquando gli studi antropologici stanno dimostrando che l’homo sapiens si sarebbe invece affermato per una sua caratteristica del pensiero non verbale e non cosciente, fatto di immagini, e da cui dipende, fra l’altro, la produzione artistica.

Si tratta in qualche misura di ammettere gli errori del pensiero occidentale e invertire la rotta: il razionalismo economicistico-utilitaristico non è la sola via conoscitiva. La proposta è ricentralizzare la dimensione sociale dell’economia a fronte della massimizzazione del profitto capitalistica, valorizzando aspetti quali l’altruismo, la solidarietà, l’attitudine alla crescita collettiva e la sicurezza sociale che si genera dalla equa condivisione delle difficoltà e dei vantaggi. Da questa nuova visione della conoscenza sortirà inevitabilmente una maggiore propensione all’accoglienza anche dei migranti, potenziale volano economico se inquadrati in questa prospettiva.

Da Bari si annuncia un nuovo socialismo economico  o una nuova economia umanistica? 

Il messaggio è evidentemente rivolto alla classe politica che notoriamente è sottomessa alle indicazioni di un’economia troppo ancorata alla vecchia visione matematico-statistica, che dobbiamo aggiungere, ha partorito la crisi economica e un peggioramento della qualità delle nostre vite.

Il governatore della Puglia Michele Emiliano e il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, presenti all’inaugurazione dell’anno accademico, si sono alzati per complimentarsi con il professor Longobardi. 


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