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Ex Ilva, M5S: “No a scudo penale”

Ex Ilva M5S: “No a scudo penale; con nostra prova di forza in Parlamento.
“Sblocco 30 milioni sono primo scudo per i tarantini”

Lavoro

Dall’onorevole Beppe Brescia (all’anagrafe Giuseppe), presidente della I Commissione della Camera dei Deputati, ho ricevuto  e volentieri pubblico il seguente comunicato a proposito dell’economia tarantina, dell’Ilva e dei provvedimenti governativi imposti dal Parlamentoa sostegno dell’occupazione e dello sviluppo di Taranto, ecologicamente compatibile.

L’ok definitivo della Camera al decreto imprese scrive la parola fine a una vicenda importantissima per la città di Taranto. Non ci saranno immunità e impunità e se qualcuno dei gestori sbaglierà sul piano ambientale dovrà rispondere delle sue responsabilità, come fanno tutte le altre imprese. Per affermare questo principio di giustizia e legalità abbiamo battuto i pugni a Roma e abbiamo dimostrato forza e unità in Parlamento, cancellando la decisione del governo. La salute e la vita sono un valore che continuiamo a difendere come i posti di lavoro. Vogliamo anche specificare che i lavoratori non hanno mai beneficiato di alcuna immunità perchè questa è sempre stata circoscritta alle figure apicali” così i deputati e senatori pugliesi del MoVimento 5 Stelle dopo l’approvazione del decreto.
 
“Ai ricatti preferiamo lo scudo per i tarantini e un serio lavoro per la riconversione economica di Taranto e della sua provincia. I 30 milioni per i comuni dell’area di crisi sbloccati dal Ministero dello Sviluppo economico sono una risposta concreta e non sarà l’ultima. Sono solo un primo risarcimento per una città e un territorio che possono costruire un lavoro e un futuro fondato su innovazione, ambiente e turismo.” aggiungono i parlamentari pugliesi M5S.
 
Certo, aggiungo, scegliere di dare l’impunità ai dirigenti ArcelorMittal Italia significa risolvere in tempi rapidissimi l’occupazione, ma secondo molti esponendo a grave rischiola salute dei tarantini.E’ stata scelta una via molto più lunga ed ardua: quella di accompagnare il mondo del lavoro ionico (di Taranto e dintorni) a riconvertirsi verso attività economicamente sostenibili ed al contempo ecologicamente compatibili. Bravi, non era possibile che i tarantini dovessero essere ancora costretti a scegliere tra la morte per inquinamento da siderurgico e la morte (di fame) per disoccupazione sopravvenuta. Oggi si ascolta una musica diversa, E non è cosa da poco.
Gianvito Pugliese – capo redattore centrale gianvitopugliese@gmail.com; pugliese@barisera.it
 
 
 

 


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