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Confindustria, con la plastic tax +109 euro a famiglia

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Marcella Panucci, dg di Confindustria in audizione sulla manovra: La plastic tax ‘comporta benefici ambientali, penalizza i prodotti e non i comportamenti e rappresenta unicamente una leva per rastrellare risorse’. Panucci ha sottolineato che l’imposta ‘danneggia pesantemente un intero settore produttivo’ e ‘determina un aumento medio pari al 10% del prezzo di prodotti di larghissimo consumo, contribuendo a indebolire la domanda interna’, con ‘un impatto sulla spesa delle famiglie stimabile in circa 109 euro annui’. La manovra ‘sebbene contenga alcuni interventi positivi, e’ nel complesso insufficiente rispetto alle esigenze del Paese e rischia di non incidere in modo efficace sulla situazione di sostanziale stagnazione dell’economia’, aggiunge Confindustria, secondo cui, inoltre, ‘l’innalzamento della tassazione sulle auto aziendali rappresenta una vera e propria stangata per circa 2 milioni di lavoratori’.

 “Soltanto il settore dei produttori di plastica conta 2mila imprese con 50mila addetti diretti. L’impatto sul prezzo della PlasticTax, come detto, sarebbe un +10%. Le Regioni maggiormente colpite sarebbero Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia”. Così il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, rispondendo ai parlamentari durante l’audizione sulla manovra alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Circa le proposte per possibili provvedimenti alternativi, “al momento è oggettivamente difficile farne – sottolinea Panucci – serve un’analisi più approfondita d’impatto, difficile da preparare nelle poche settimane prima dell’approvazione della legge di Bilancio”. Confindustria chiede quindi un tavolo tecnico con il Governo e un allungamento del termine di entrata in vigore della tassa, che “sarebbe funzionale ad un inquadrare la norma all’interno di un provvedimento più ampio”. 

“La stretta fiscale sulle auto aziendali, plastic tax e sugar tax sono purtroppo la negativa conferma di un mancato confronto e di una mancata valutazione d’impatto. Sono dunque scelte che vanno riconsiderate”. E’ quanto afferma Rete Imprese Italia – l’associazione interconfederale promossa da Casartigiani, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e CNA – in occasione di un’audizione parlamentare sul disegno di legge di bilancio per il 2020. “Va valutato inoltre l’impatto della local tax – aggiunge – non solo come strumento di semplificazione, ma anche in relazione ai suoi effetti in termini di possibili inasprimenti dei tributi locali anche in ragione della discrezionalità applicativa riconosciuta ai comuni. Nelle more di un’approfondita valutazione d’impatto, se ne richiede dunque l’abrogazione”. In particolare, Rete Imprese Italia ritiene “errate le programmate restrizioni in materia di rimborso delle accise sul gasolio consumato dall’autotrasporto merci, perché adottate in assenza di una strategia di coinvolgimento dei diversi settori economici in maniera proporzionale alle rispettive responsabilità emissive, intervenendo così su un settore responsabile di meno del 5 per cento delle emissioni climalteranti totali del paese (valore in corso di riduzione nel tempo) e senza che le risorse risparmiate vengano destinate a politiche attive per la riconversione ambientale del settore medesimo: settore le cui più rappresentative Organizzazioni hanno proclamato lo stato di agitazione”. 


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