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Moscovici da Conte. “La riforma del meccanismo salva-stati Ue e’ un progresso non un problema”

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Faccia a faccia con Conte sul Mes: aiutera’ il sistema bancario. Ma nel governo restano le divisioni. Il premier: noi cristallini, l’Italia non rischia l’isolamento. Salvini lo attacca: ci ha venduto alle banche tedesche. Padoan: trattato migliorato ma restano punti critici. 

Pierre Moscovici, commissario europeo uscente agli Affari economici, difende la riforma del fondo anticrisi Ue, il Meccanismo europeo di stabilità o Mes. “Non è un problema, ma un progresso verso una Unione bancaria più efficace”, ha affermato al termine della sua vista a Roma. Anche per l’Italia “non solo non è un problema – ha detto – ma è un asset per il Paese e il suo sistema bancario”.

La prossima settimana il parlamento europeo voterà sulla fiducia al nuovo esecutivo comunitario. Il via libera dei leader sul Mes è atteso a dicembre. Moscovici ha riferito di aver discusso della questione, assieme al tema della manovra, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e con il titolare dell’Economia, Roberto Gualtieri. “Dobbiamo rimettere il buon senso al centro”, ha detto. Ad ogni modo “se tutti auspicano che il debito italiano si riduca, perché è troppo elevato, nessuno vuole mettere il Paese sotto tutela. L’Italia – ha ribadito ancora Moscovici – deve avere fiducia in sé stessa e fiducia nelle istituzioni internazionali. Esistono già nel trattato sul Mes dei sistemi che consentono di portare stabilità quando si parla del debito. E delle modalità che consentono il dialogo tra l’Esm e gli investitori privati”.

Alla domanda se Conte e Gualtieri gli abbiano ipotizzato emendamenti alla riforma, ha risposto: “Non ho trattato questa questione. La sola cosa che so – ha aggiunto – è che il testo era stato accettato a giugno, anche dal precedente governo a cui parecipavano alcuni partiti che ora sembrano contestarlo. E che si tratta comunque di un accordo internazionale”. Perché la riforma del fondo salva Stati “è un trattato su una materia piuttosto tecnica in cui troveremo, per forza, degli elementi considerati da alcuni come positivi e da altri come negativi. Un trattato è sempre un compromesso, non è mai il punto di vista di un Paese, ma penso che sia un compromesso non solo accettabile, ma anche favorevole per l’Italia”. Infine sulla manovra di Bilancio, quasi finita in secondo piano dopo che per settimane è stata in cima all’agenda: “abbiamo lavorato bene con il governo italiano, scambiato lettere, il Bilancio sembra rispettare le regole europee ma con un rischio di non conformità: quindi significa che proseguiremo il dialogo in primavera”. 


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